Diego Maradona (foto depositphotos)

 

DI MARCO FERRARI

Grande Italia alla 78/ma Mostra del cinema di Venezia, che inonderà di pellicole dal primo all’undici settembre la laguna. Con cinque titoli di casa nostra in concorso viene stabilito un record. E si tratta tutti di prodotti attesi dal pubblico e dalla critica: “E' stata la mano di Dio” del premio Oscar Paolo Sorrentino, “Qui rido io” di Mario Martone sul grande Eduardo Scarpetta interpretato da Toni Servillo, “Freaks Out” di Gabriele Mainetti con Claudio Santamaria e Pietro Castellitto, “Il buco” di Michelangelo Frammartino da una straordinaria impresa italiana di speleologia e “America Latina”, un thriller dei fratelli D'Innocenzo con Elio Germano.

“America Latina” è stato definito dagli stessi registi “una storia d'amore, e come tutte le storie d'amore quindi un thriller”. Le riprese sono state effettuate tra Latina e Roma, quindi niente a che fare con il continente sudamericano. Nel cast, accanto a Elio Germano, Astrid Casali, Sara Ciocca, Maurizio Lastrico, Carlotta Gamba, Federica Pala, Filippo Dini e Massimo Wertmüller. Il film è prodotto da Lorenzo Mieli per The Apartment, società del gruppo Fremantle, Vision Distribution e Le Pacte. Si tratta del quarto lungometraggio scritto e diretto dai fratelli D’Innocenzo. Prima c'è stato “La Terra dell’Abbastanza” (2018), poi l'ormai celebre “Favolacce” (2020), premiato con l'Orso d’Argento per la Miglior sceneggiatura alla Berlinale 2020 e Miglior film ai Nastri d’Argento 2020 e quindi “Travel well, kamikaze”, che attualmente è in fase di post-produzione. “È stata la mano di Dio” è il racconta di Sorrentino della sua passione per il Napoli di Maradona. Nel film anche la scomparsa dei suoi genitori, quando aveva 16 anni, nel 1987. Così viene presentato il film: “Una vicenda costellata da gioie inattese, come l’arrivo della leggenda del calcio Diego Maradona, e una tragedia altrettanto inattesa. Ma il destino trama dietro le quinte e gioia e tragedia s’intrecciano, indicando la strada per il futuro di Fabietto. Sorrentino torna nella sua città natale per raccontare la sua storia più personale, un racconto di destino e famiglia, sport e cinema, amore e perdita”.

I titoli sono stati annunciati dal direttore artistico Alberto Barbera durante la presentazione del programma della kermesse. Numerosa anche la presenza del cinema italiano nei film fuori concorso o nelle altre sezioni. Tra gli eventi più importanti la pellicola d'apertura di Pedro Almodovar con “Madres Paralelas” e l'anteprima mondiale di “Dune” di Denis Villeneuve. Nelle sale capienza dimezzata e posti numerati solo con green pass. Secondo Barbera “Ci sono film da tutto il mondo, pochissime le assenze di rilievo, manca forse la Cina, ma è presente nei cortometraggi. I Paesi presenti sono ben 59. Ci ha sorpreso la qualità media, che è complessivamente più alta del solito, come se la pandemia avesse stimolato la creatività di tutti. Sono ottimista sullo stato di salute del cinema italiano, nonostante le difficoltà dell’industria cinematografica”. Saranno i 21 film in concorso: “Madres Paralelas” di Pedro Almodovar; “Mona Lisa and the blood moon” di Ana Lily Amirpour; “Un autre monde” di Stéphane Brizè; “The power of the dog” di Jane Campion; “America Latina” di Damiano e Fabio D'Innocenzo; “L'événement” di Audrey Diwan; “Competencia oficial” di Gastòn Duprat eMariano Cohn; “Il buco” di Michelangelo Frammartino; “Sundown” di Michel Franco; “Illusions perdues” di  Xavier Giannoli; “The lost daughter” di Maggie Gyllenhaal; “Spencer” del cileno Pablo Larraìn; “Freaks out” di Gabriele Mainetti; “Qui rido io” di Mario Martone; “On the job: the missing 8” di Erik Matti; “Zeby nie bylo sladow (Leave no traces)” di Jan P. Matuszynski; “Captain Volkonogov escaped” di Natasha Merkulova e Aleksey Chupov; “The card counter” di Paul Schrader; “È stata la mano di Dio” di Paolo Sorrentino; “Vidblysk (Reflection)” di Valentyn Vasyanovych e “La caja” del venezuelano. Lorenzo Vigas. Tra i film nella sezione di Orizzonti Concorso e Orizzonti Extra si segnalano “Atlantide” di Yuri Ancarani, “Il paradiso del pavone” di Laura Bispuri, “El hoyo en la cerca” del messicano Joaquin Del Paso e “El otro Tom” degli uruguayani Rodrigo Plà e Laura Santullo. Un ritorno anche quello di Rodrigo Plá e Laura Santullo: i due avevano aperto precedentemente la sezione Orizzonti con “Un monstruo de mil cabezas”. Dalla Bolivia, infine, il “semidocumentario sperimentale” di Kiro Russo intitolato “El gran movimiento”. Ci saranno anche due proiezioni speciali e fuori concorso: “Le 7 giornate di Bergamo” di Simona Ventura e “La Biennale di Venezia: il cinema al tempo del Covid” di Andrea Segre. Tra i film fuori concorso spiccano “Il bambino nascosto” di Roberto Andò; “La scuola cattolica” di Stefano Mordini, “The last duel” di Ridley Scott e l’atteso “Dune” di Denis Villeneuve.