Mario Draghi (foto Depositphotos)

“L’orizzonte” del governo? E’ nelle mani del Parlamento. Non posso esprimere orizzonti, vedute”. Lo ha detto, ieri, il premier Mario Draghi rispondendo a chi gli chiedeva se l’esecutivo arriverà, o meno, fino al termine della legislatura, vale a dire il 2023. “Ieri (giovedì, ndr) ho ringraziato i ministri per il lavoro e la determinazione avuta in questi sei mesi di governo, nel disegnare e attuare l’agenda” ha proseguito Draghi.

“Mentre ci avviamo tutti per prenderci queste due settimane di vacanza, il pensiero che bisogna tener chiaro è che tra due settimane ci vuole la stessa determinazione, se non maggiore, per affrontare sfide e problemi e dare risposte a problemi urgenti e gravi” ha rilanciato. Nell’esperienza di governo “non ci sono lati oscuri e lati chiari, l’unica cosa sono i risultati e i partiti guardano ai risultati come faccio io, non è che hanno in mente obiettivi diversi. Lavorano anche loro per il bene degli italiani: non esiste contrapposizione di fini tra questo governo, il presidente del Consiglio e i partiti. Il governo vive perché c’è il Parlamento che lo fa vivere e che legifera” ha dunque, osservato.

“L’orizzonte di questo governo è nelle mani del Parlamento. Sono stato chiamato per far questo, cerco di farlo al meglio e poi vedremo” ha quindi argomentato. Il Consiglio dei ministri si riunirà tra un paio di settimane e il premier ne ha approfittato per ringraziare i giornalisti, “per come avete accompagnato in questi primi 6 mesi l’azione mia e dei ministri”, e i membri del governo “per tutto il lavoro tanto e buono che è stato fatto”. “Le cose per l’economia italiana vanno bene, e si spera che vadano ancora meglio ma perché continuino ad andar meglio lo dico a tutti gli italiani: vaccinatevi e rispettate le regole” è stato l’appello dell’ex numero uno della Bce.

Il presidente del Consiglio ha quindi ricordato l’impegno preso “per cominciare la scuola in presenza e la continuazione della campagna vaccinale: non voglio celebrare successi ma va detto che l’Italia ha inoculato più dosi per 100 abitanti di Francia, Gran Bretagna e Stati Uniti. Occorre che questo sforzo continui”.