(Depositphotos)

Ecco un breve resoconto  dell’attività parlamentare a tre anni dalle elezioni: cosa è stato prodotto da deputati e senatori, quali gli incarichi all’interno delle Commissioni ed anche eventuali “cambi di casacca”, e soprattutto quanto tempo hanno speso sugli scranni del Parlamento

 

di Giovanna Chiarilli

Oltre 70 quelle come cofirmatorio, 123 atti e 135 ordini del giorno, e sulla Bicamerale permanente per gli Italiani nel Mondo auspica l’approvazione entro un anno

E concludiamo con l’On. Massimo Ungaro il “racconto” sui 12 eletti all’estero alla Camera per capire cosa hanno prodotto fino ad oggi, quali gli incarichi all’interno delle Commissioni e anche eventuali “cambi di casacca”, grazie alle informazioni fornite da www.camera.it. Difficile riuscire a citare ogni incontro, ogni comunicato stampa, le notizie affidate ai social, gli interventi in Aula o in Commissione, ma almeno abbiamo conosciuto le proposte legislative, gli atti presentati e, soprattutto, quanto tempo hanno speso sugli ambitissimi scranni del Parlamento per far sentire la voce dei loro elettori. E, come abbiamo già scritto, se per errore non è citato un risultato importante per la comunità all’estero, queste pagine sono a disposizione per ogni eventuale rettifica.

Massimo Ungaro

Con i suoi 34 anni, l’On. Massimo Ungaro (Roma, 1987) è il più giovane dei parlamentari eletti all’estero. Dal 2005 vive a Londra dove ha rilanciato l’associazione degli studenti italiani, la LSE Italian Society. Nelle sue note biografiche si legge: “mi sento un cittadino europeo a tutti gli effetti avendo vissuto in quattro paesi dell’Unione”. Nel 2007 è tra i fondatori del circolo PD Londra & UK. Nelle consultazioni politiche del 2018, viene candidato come capolista per il PD alla ripartizione Europa. Il 19 settembre 2019 ha aderito a Italia Viva e all’omonimo Gruppo. Tra gli incarichi, quello di Segretario della Commissione parlamentare di inchiesta sulla morte di Giulio Regeni e Segretario di Presidenza. Fa parte della Commissione Finanze. 

27 le proposte di legge presentate come primo firmatario (alcune firmate insieme ad altri colleghi): la prima riguarda “Modifica all’articolo 13 del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, in materia di equiparazione dell’unità immobiliare posseduta a titolo di proprietà o di usufrutto in Italia dai cittadini italiani residenti all’estero alle abitazioni principali, a condizione che non risulti locata” (2018), sempre di interesse dei cittadini che vivono all’estero, “Modifiche alla legge 30 dicembre 2010, n. 238, in materia di incentivi fiscali per il rientro dei lavoratori in Italia” (2018); “Disposizioni concernenti il riconoscimento dei titoli di studio scolastici e dell’istruzione superiore rilasciati all’estero”; “Introduzione dell’articolo 27-bis della legge 24 gennaio 1979, n. 18, concernente la partecipazione degli elettori iscritti nell’Anagrafe degli italiani residenti all’estero al voto per l’elezione dei membri del Parlamento europeo spettanti all’Italia”; “Modifica all’articolo 47 del decreto del Presidente della Repubblica 5 gennaio 1967, n. 18, e altre disposizioni concernenti i funzionari consolari onorari”; “Disposizioni concernenti la gratuità delle cure ospedaliere prestate dal Servizio sanitario nazionale ai cittadini italiani residenti all’estero, temporaneamente presenti in Italia”; “Istituzione di una Commissione parlamentare sull’emigrazione e sulla mobilità degli italiani nel mondo”, tutte presentate nel 2019; “Istituzione della Giornata nazionale degli italiani nel mondo”, e “Modifica all’articolo 10 della legge 27 ottobre 1988, n. 470, in materia di rilevazione dei cittadini italiani all’estero” del 2020; “Disciplina dei Comitati degli italiani all’estero” (2021). L’ultima, in ordine cronologico, riguarda l’“Introduzione di una dote in favore dei giovani per la promozione dell’emancipazione giovanile e dell’accesso alla formazione e all’attività lavorativa, imprenditoriale e di volontariato sociale”, presentata lo scorso maggio.

Oltre 70 le proposte come cofirmatario, solo per citare le ultime di interesse per chi vive all’estero, ricordiamo “Disposizioni per la promozione della conoscenza dell’emigrazione italiana nel quadro delle migrazioni contemporanee”; “Modifica all’articolo 9-bis del decreto-legge 28 marzo 2014, n. 47, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 maggio 2014, n. 80, concernente l’estensione della riduzione della tassa sui rifiuti a tutti i cittadini iscritti nell’Anagrafe degli italiani residenti all’estero”; Istituzione di una Commissione parlamentare sull’emigrazione e sulla mobilità degli italiani nel mondo”; “Istituzione di una Commissione parlamentare per le questioni degli italiani all’estero” tutte del 2018; “Disposizioni in materia di corresponsione dell’assegno sociale ai cittadini italiani residenti all’estero” e “Modifica alla legge 2 agosto 1999, n. 264, in materia di riserva di posti in favore dei cittadini italiani residenti all’estero per l’ammissione ai corsi universitari ad accesso programmato” presentate nel 2019. 

Ancora un numero da “record” per quanto riguarda gli atti presentati dall’On. Ungaro: 123, tra cui 59 interrogazioni a risposta scritta, 35 interrogazioni a risposta in Commissione, 3 a risposta immediata in Assemblea, 21 a risposta immediata in Commissione.

Numerosi di questi atti, hanno avuto come oggetto le problematiche della comunità italiana in Gran Bretagna a seguito della Brexit. Si è occupato anche del caso di Marco Zannaro (giugno 2021) “trattenuto forzatamente da più di cinquanta giorni a Khartoum, in Sudan, a causa di una presunta frode” per chiedere un intervento del MAECI. Sempre interessando il MAECI, con una interrogazione a risposta scritta del 13 maggio scorso, ha sollevato la questione di 30 cittadini europei, italiani compresi, fermati alla frontiera dal Governo del Regno Unito “trattenendoli fino a 7 giorni in centri di detenzione prima di rimpatriarli nei loro Paesi d’origine. I cittadini erano stati probabilmente fermati per aver tentato di entrare nel Regno Unito per lavorare sprovvisti del visto necessario o dello status di residenza previsto dall’Eu Settlement Scheme. A seguito della Brexit i cittadini europei possono entrare nel Regno Unito sprovvisti di visto fino a sei mesi esclusivamente per turismo; la detenzione da parte delle autorità britanniche di cittadini italiani denota una situazione incresciosa e una reazione del tutto sproporzionata. Anche se oggi, per il Regno Unito, sono cittadini di un Paese terzo, sarebbe opportuno accordare ai cittadini europei il tempo necessario e la giusta flessibilità per adeguarsi alle nuove regole, esattamente come l’Unione europea ha fatto con il Regno Unito, concedendo tempi aggiuntivi oltre le scadenze stabilite per concludere gli accordi di recesso”, l’On. Ungaro chiedeva quindi “se il Ministro interrogato sia a conoscenza dei fatti esposti e se non intenda, per quanto di competenza, adottare iniziative affinché possa ottenere dal Governo del Regno Unito chiarimenti sulle circostanze dell’accaduto e affinché si assicuri che i cittadini italiani siano adeguatamente informati di tutte le nuove regole in tema di visti e di accesso al Regno Unito con opportune campagne informative”.

Ha sollevato spesso anche la questione sulla carenza di personale nei Consolati, in particolare citando il Consolato generale di Zurigo (interrogazione a risposta in Commissione del 17 febbraio scorso). 

35 gli ordini del giorno, uno degli ultimi (8 giugno 2021) sollecitava l’impegno di alcune regioni di provvedere alla vaccinazione anti Covid 19 anche per gli iscritti all’AIRE presenti in Italia in questo periodo.

Numerosi anche gli interventi in Aula e in Commissione. 

Molto presente sulla stampa di emigrazione per informare sulle sue iniziative; tra gli ultimi comunicati (21 luglio 2021), quello sul dibattito in Commissione Esteri in merito alla sua proposta di riforma dei Comites (“Disciplina dei Comitati degli italiani all’estero”, firmata anche dall’On. Migliore), una proposta che “mira a recepire alcune raccomandazioni espresse dal CGIE, ridefinendo le funzioni attribuite nonché la composizione dei Comites, facilitando l’utilizzo delle nuove tecnologie e promuovendo la partecipazione alle attività e al voto dei Comitati da parte dei cittadini italiani residenti all’estero. In particolare, viene abolita la cosiddetta ‘inversione dell’opzione’, ovvero la pre-registrazione degli elettori, una procedura che aveva portato al crollo della partecipazione alle ultime elezioni del 2015, con l’obiettivo di permettere ai Comites di servire ancora meglio le comunità che rappresentano”. 

Il 12 luglio, un altro comunicato stampa faceva il punto sull’interrogazione relativa al potenziamento dell’operatività degli uffici consolari ulteriormente in crisi a causa del lavoro arretrato in seguito alla pandemia. 

Infine, è intervenuto sulla stampa anche in merito alla Bicamerale permanente per gli Italiani nel Mondo: “Approvato all’unanimità in sede legislativa alla Camera dei Deputati il testo unificato nato dal coordinamento tra diverse proposte di legge, tra cui una di cui sono primo firmatario, per l’istituzione di una Commissione parlamentare bicamerale per gli italiani nel mondo. Ora – scrive l’On. Ungaro - il provvedimento passa al Senato che spero l’approverà entro la fine della legislatura. Sarebbe un grande risultato per tutti gli italiani all’estero, sono ormai 20 anni che se ne parla”.

In sintesi, profili come quello dell’On. Massimo Ungaro, dimostrano che è possibile (e doveroso) dedicare il proprio impegno anche a temi che riguardano il Paese in generale, ma senza per questo dimenticare il proprio elettorato.

Secondo Openparlamento, ha partecipato a 7.770 votazioni su 9.066 (85.70%). 491 le missioni e 8 i voti “ribelli” (dati aggiornati al 9 agosto). Dopo l’On. Billi, è il più presente tra i colleghi esteri eletti alla Camera.