Giorgia Meloni (foto depositphotos)

Come se non ci fosse un domani, continuano all’interno della maggioranza di governo gli screzi tra parte del Centrodestra (leggasi Lega e Fratelli d’Italia) e il Centrosinistra (leggasi Pd). Nel mirino di Matteo Salvini e Giorgia Meloni, la ministra dell’Interno Luciana Lamorgese, etichettata come non idonea per il ruolo che ricopre, soprattutto per la gestione sui migranti, ma anche per quanto riguarda la vicenda del rave party nel viterbese non riuscito a controllare. Ma l’input, ieri, il leader del Carroccio l’ha preso da una vicenda di cronaca capitata a Rimini, dove un immigrato senza biglietto è stato fermato su un autobus e per reazioni ha accoltellato 5 persone, tra cui un bambino. “Questo tizio - ha detto Salvini - aveva fatto domanda di asilo in Italia. Con i Decreti Sicurezza, il delinquente che ha terrorizzato Rimini rischierebbe l'espulsione in tempi rapidi. Episodi come questi danneggiano la vita delle persone e l'immagine del governo e dell'Italia, non il dibattito politico come lamenta la Lamorgese. Tra rave, sbarchi senza sosta e clandestini violenti, è spaventoso che l'unica preoccupazione del ministro siano le critiche della Lega. Se non può, non sa o non vuole fare il suo lavoro, lo lasci fare a qualcun altro”. Ancora più duro il commento di Fratelli d’Italia che tramite il deputato Edmondo Cirielli ha chiesto un passo indietro da parte della Lamorgese, chiedendo un intervento verso questa direzione da parte del premier Mario Draghi: “Il ministro dell'Interno non è in grado di garantire la sicurezza degli italiani: deve dimettersi subito. Quanto avvenuto a Rimini è la conferma della pericolosità delle politiche immigrazionistiche adottate dal capo del Viminale con l'avallo della maggioranza giallorossa che sostiene il Governo Draghi. La Lamorgese, però, non ha rispedito al mittente le accuse, accusando a sua volta Salvini, che fa parte dell’esecutivo, di danneggiare il governo: “Quando gli attacchi partono da chi sostiene il governo, diventando martellanti e personali, finiscono per danneggiare l’immagine dell’amministrazione e dell’intero esecutivo, in un momento molto delicato per il Paese nel quale occorrerebbe più coesione”, ha spiegato in un’intervista pubblicata dal ‘Corriere della sera’.