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di​ Giovanni Rodriquez

 

Il Governo sembra deciso ad intervenire sulla questione dei medici no vax. Due le vie che dovrebbero essere intraprese. La prima, ormai certa, riguarda la nomina a stretto giro della nuova Commissione centrale esercenti le professioni sanitarie ormai vacante da troppi mesi. Si tratta della Commissione preposta all’esame dei ricorsi presentati dai professionisti sanitari contro i provvedimenti dei rispettivi Ordini in determinate materie. ​ I tentativi da parte degli Ordini territoriali di radiare i medici no vax ad oggi vengono frustrati poiché, a seguito dei ricorsi, le procedure rimangono sospese per l’assenza della commissione giudicante.

 

I componenti della Commissione vengono nominati tramite un Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, sentiti ministeri competenti di Salute e Giustizia. Da quanto appreso, il Ministero della Salute ha già svolto il suo compito e le proposte sono ora al vaglio del Ministero della Giustizia in attesa di via libera. Solo a quel punto Palazzo Chigi potrà procedere all’emanazione del Dpcm. Ma non finisce qui.

 

Il Governo sta pensando anche ad un possibile intervento normativo sulla materia. Le modalità sono ancora da definire, ma secondo fonti governative, una possibilità che si starebbe prendendo in considerazione in queste ore sarebbe quella di agire per mezzo di un emendamento da inserire al primo provvedimento utile. Di sicuro questo non potrà essere il Decreto green pass su scuola e trasporti oggi all’esame dell’Aula della Camera dal momento che il testo verrà ‘blindato’ dalla fiducia.​ Quasi certamente se ne parlerà al Senato, dove a giorni verrà esaminato in prima lettura il Decreto approvato la scorsa settimana da Palazzo Chigi con il quale si estende ulteriormente l’obbligatorietà del green pass. Quanto ai contenuti dell’emendamento, fonti di maggioranza spiegano che questo potrebbe richiamare una proposta di modifica già esaminata la scorsa settimana in Commissione Affari Sociali alla Camera nel corso dei lavori sul Decreto green pass su scuola e trasporti, ma poi accantonato per via della necessità di alcune verifiche.

 

Questo emendamento proponeva che, ai fini dell’iscrizione al rispettivo albo professionale, il professionista sanitario sarebbe tenuto a presentare all’atto dell’iscrizione le certificazioni verdi Covid che attestino l’avvenuta vaccinazione, la guarigione o l’esito di test negativi al Covid. E, inoltre, il mancato allontanamento dal luogo di lavoro di personale sanitario non vaccinato sarebbe valutato nei procedimenti di verifica dell’operato del direttore generale. Conferme sul punto sono attese nei prossimi giorni. Quella che sembra ormai certa è però la volontà del Governo di prendere posizione nei confronti di quella quotidiana campagna di disinformazione no vax troppo spesso portata avanti anche da personale sanitario.