alitalia (foto depositphotos)

Il dramma è la condizione quotidiana dei poveri sventurati costretti a prendere l'aereo in Italia. Proprio mentre le compagnie di navigazione turistica registrano un inatteso formidabile boom. Msc Crociere ha imbarcato un milione di crocieristi, sparsi su otto navi, 402 scali e in 14 porti diversi. Hanno funzionato alla grande i nuovi attracchi di Taranto e Siracusa: raccolti oltre 100mila crocieristi, con una ricaduta economica importante per Puglia e Sicilia.

Msc progetta la consegna di quattro navi del nuovo brand di lusso. Explora Journers con un investimento di due miliardi, che ha ricadute per l'Italia. Fincantieri inizierà a ottobre la costruzione anche di Explora II, annunciata al varo nel 2024. In tema di nautica, una gran bella notizia: il grande successo del Salone di Genova. Tutto esaurito, 92mila visitatori, e l'incremento del venti per cento degli ordini di barche rispetto allo scorso anno.
Il traffico aereo no, c'è pochissimo traffico nel cielo d'Italia. Oggi è in programma la cancellazione di 161 voli su 250. Inutili finora gli appelli lanciati dalla compagnia. Fiumicino è in tilt. Una disgrazia per i passeggeri. Bagagli bloccati, scioperi e voli saltati. E in Alitalia è esplosa la guerra. Raffiche di assemblee per il passaggio alla nuova compagnia Ita. Una roba inaccettabile, secondo l'Assoconsumatori. Pace niente nei cieli italiani. Giorni da incubo per chi vola Alitalia. Palese e clamorosa la rottura tra i sindacati e Ita, la compagnia che dovrà subentrare. Vita dura e pane duro per i passeggeri.

Il piano di sacrifici messo a punto da Ita viene ritenuto inaccettabile dai rappresentanti sindacali dei lavoratori Inevitabili le ripercussioni giornaliere sull'operatività. Annunciati due giorni fa dalla compagnia, i disservizi a Fiumicino si sono rivelati, nei fatti, dilungati. La rabbia viene manifestata anche sui social network. Il decollo di Ita è la rappresentazione dell'infelicità e dell'inefficienza.

“Un'ora chiusi in aereo a Cagliari – scrive un passeggero, perchè nessuno toglieva la scaletta. E all'arrivo l'annuncio che si sono dimenticati di imbarcare i bagagli”. Dispetti, scorrettezze, piccole vendette, ritorsioni, e tutto a danno dei passeggeri che hanno acquistato il ticket per volare in serenità. Alitalia – udite udite, e definire l'invito vergognoso è un semplice dolce eufemismo – consigliava di partire con una solo bagaglio a mano. Proprio a chi magari aveva già pagato, oltretutto, il supplemento per eccesso di peso. Un extra, come tutti. “Se non siete in grado di garantire un servizio, allora non dovete chiedere soldi extra”.
Tantomeno Alitalia non dovrebbe far pagare per perdere i bagagli dei passeggeri, solo per dirne una.

Direte: ma c'è sempre un call center al quale è possibile rivolgersi per un rimborso? Infatti non c'è. Qualcuno ha provato invano per giorni a contattare il call center, per una volo cancellato, ma invano. Il disgraziato passeggero avrebbe diritto a un rimborso parziale. “A chi devo chiedere come mettermi in contatto?”.

Bella domanda, in questa biblica confusione creata dal passaggio di Alitalia alla nuova compagnia di volo. A Reggio Calabria, poi, la giornalista Anna La Rosa ha assistito sul suo volo a una situazione molto particolare. Grottesca, se non avesse anche una punta di drammaticità. Un passeggero diabetico aveva dimenticato di conservare il farmaco salvavita nel bagaglio a mano; si sono verificati momenti di grande tensione per il ritardo con cui è stata consegnata la valigia che era nella stiva. In poche e sentite parole, non funziona niente; solo disservizi sfusi e a pacchetti.

Oggi la giornata che si annuncia campale. Alitalia ha dovuto cancellare due voli su tre. Il motivo? Sempre lo stesso: gli scioperi annunciati dai sindacati. Già ieri sera erano saltati una decina di voli, altrettanti quelli previsti sabato mattina. La giornata di oggi è dedicata interamente alle azioni di protesta. Sia dei sindacati confederali che degli autonomi. Ma quale è il problema, il nodo vero che stringe al collo Alitalia e Ita? La vertenza sulla quale i sindacati aspettano di essere convocati urgentemente dai ministeri competenti. Filt, Uilt, Ugi Ta si muovono all'unisono. Fanno fronte comune. Anche in questo terzo sciopero dopo quelli del 18 giugno e del 6 luglio. I sindacati attendono una risposta dal Governo. Il grande vero assente.

di Franco Esposito