Virginia Raggi (Depositphotos)

di Alessandro Camilli

Raggi ultima, ultima dei quattro veri candidati a sindaco di Roma. Ultima con il 19,15 dei voti raccolti (poco più di 200 mila), quarta dopo Carlo Calenda che sia pur di poco è più votato di lei (alla fine saranno circa diecimila voti in più) con il 19,71 per cento. Raggi ultima, la stessa Raggi che aveva orgogliosamente chiesto ai romani una riconferma. Gli elettori romani hanno risposto escludendola già al primo giro.

Sottovalutato il risultato elettorale della Raggi. Ma non nel senso che si trova in molti commenti…a testa in giù. Si legge e si ascolta di una Raggi andata oltre le aspettative…Un sindaco uscente che resta sotto il 20 per cento, quindi non votato dall’ottanta per cento dei votanti, un risultato oltre le aspettative? Un sindaco uscente che chiede conferma e quindi non votato dopo cinque anni dai suoi cittadini certo è un risultato sottovalutato, ma nell’entità della bocciatura. Cinque anni e mezzo fa Raggi raccoglieva a Roma il doppio, talvolta il triplo dei voti oggi ottenuti. Sottovalutato il Raggi risultato, in che senso?

Certo il 20 per cento scarso della Raggi è oro rispetto alla latta del risultato complessivo di M5S. A Napoli e a Bologna il Pd si sarebbe eletto il suo sindaco anche senza il voto M5S. A Milano M5S è irrilevante e infatti Sala ne ha fatto a meno. A Torino resta elettoralmente molto poco degli anni di Appendino sindaco. Raramente la lista M5S tocca il dieci per cento, molto più spesso resta al di sotto, talvolta anche molto al di sotto. Cinque anni fa la conquista elettorale di Roma e Torino annunciarono il 33 per cento alle politiche che sarebbero seguite. Ora Roma con Raggi ultima e Torino con un sindaco tra 14 giorni del Pd o della destra annunciano quel che va ad avvenire a M5S in caso di elezioni politiche.