Mario Draghi (Depositphotos)

 

di Mino Fuccillo

Stamane lunedì forse a Roma una riedizione in tono assai minore ma intessuta della stessa stoffa: la ribellione violenta. Oggi a Roma c’è lo sciopero dei sindacati antagonisti per definizione e scelta, organizzazioni cui non dispiace essere chiamate anti sistema, c’è quindi un ambiente per respirare un po’ della stessa aria. Aria di cosa? Di Capitol Hill, di assalto allo Stato. Come a Washington lo scorso gennaio l’assalto di migliaia al Congresso. Fatte le debite proporzioni, sabato Roma ha avuto la sua Capitol Hill. E, se nulla cambia, altri sabato verranno per provarci ancora e di più al popolo che assalta e devasta i palazzi, i simboli, le regole, le leggi dello Stato e della convivenza civile.

In molte letture giornalistiche e politiche c’è l’abbaglio autoconsolatorio che gli assalitori, migliaia, siano sostanzialmente, organizzativamente e politicamente quelli di Forza Nuova o al più le varie forme e sigle dell’esser fascisti oggi. Non c’è dubbio che i fascisti di Forza Nuova c’erano ed erano in prima fila, non c’è dubbio che il fascismo ci sia nella gioia eversiva sbandierata come libertà. Ma tra le migliaia di assalitori che puntavano al palazzo del governo, che hanno vandalizzato la sede della Cgil, che esigevano le dimissioni di Mattarella e Draghi, che gridavano “assassini” a chiunque non fosse dalla loro parte e minacciavano giornalisti tutti “terroristi”, i fascisti erano contorno.

Era gente il piatto forte, gente cosiddetta comune, gente senza affiliazione politica, gente che guarda reality nella vita quotidiana, non gente che va nelle sedi politiche, gente da stadio, mercato, piazzetta e bar. Gente che si è autonominata “il” popolo, l’unico e solo popolo legittimo, popolo che si auto incarica di punire chi non sta con loro, “il” popolo. Questo non è il vecchio, l’usuale fascismo. Casomai è quello nuovo e contemporaneo, è infatti eversione, rovesciamento e avversione, qui e oggi, alla democrazia.

I militi del No Pass fattisi squadre d’assalto non rappresentano certo gli otto milioni di italiani che hanno scelto di non vaccinarsi, sono una minoranza piccola di questa più grande minoranza. E non rappresentano che una minima frazione degli italiani che vanno a votare alle elezioni. Ma nel loro dichiararsi l’unico vero e legittimo popolo sono giunti al punto di una chiamata alle armi. Non è allarme fascisti. E’ gente No Pass che chiama all’armi, che chiama se stessa alle armi dell’eversione, dell’assalto, della violenza. E’, appunto, Capitol Hill.

Erano cento anni o giù di lì che non capitava di vedere lavoratori a presidio difensivo nelle notte delle sedi sindacali. E sono 43 milioni gli italiani che si sono vaccinati per minimizzare il rischio di ammalarsi, contagiare, essere contagiati. Hanno diritto ad essere difesi, con forza e con la forza, da chi vuole spezzare questa catena di reciproca e collettiva protezione. Draghi e il governo ce la fanno a garantire il diritto alla difesa? Quarantatre milioni di italiani si sono vaccinati, per avere la sicurezza in tutti i momenti e i luoghi della vita collettiva, per riprendersi strade, piazze, città in sicurezza e in pace. Draghi e il suo governo ce la fanno a garantire questa sicurezza contro quelli che “vogliono prendersi Roma?”.

Quarantatre milioni di italiani si sono vaccinati per stare in salute. Draghi e il suo governo ce la fanno a garantire il diritto alla salute, salute messa in pericolo da chi va ostentatamente a sfasciare e calpestare ogni misura di sanità collettiva? Quarantatre milioni di italiani si sono vaccinati liberamente e hanno diritto alle libertà civili, istituzionali e democratiche assaltate nella Capitol Hill alla No Pass. Draghi e il suo governo ce la fanno a garantirle davvero, qui e ora, a partire da sabato prossimo?