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E la risposta è Amen, che significa “così sia”. Così sarà, infatti. Non preoccupatevi, non si tratta di persone, ma di organismi, istituiti nel 1985, insediati nel 1986, animatori della II CNE – Conferenza nazionale dell’emigrazione, dalla quale è nato il secondo livello di rappresentanza che, nella sua stupida fiducia nel potere/dovere della democrazia, si è battuto per oltre otto anni fino a ottenere la riforma costituzionale che ha permesso il terzo livello di rappresentanza e ha consentito agli italiani di votare all’estero. Stiamo ovviamente parlando di Com.It.Es., CGIE e parlamentari eletti all’estero (ormai anche se risiedono in Italia). Come si fa a cancellare la faticosa e lenta presa di coscienza dei poteri/doveri da parte dei Com.It.Es. si sono chiesti alla Farnesina? In cui la Casta pianifica con una lungimiranza simile a quella della Chiesa Cattolica e dell’Impero cinese? Molto semplice, lo si fa con l’aiuto dei soliti utili idioti esterni, a livello mondiale, di colore politico simile a quello ora prevalente nelle cordate del Superiore Ministero. Prima di tutto, all’inno del “Bisogna risparmiare” si applica l’opzione inversa, imponendo al colto, all’inclita e alla guarnigione di registrarsi presso i Consolati di riferimento per poter votare alle elezioni dei Comitati degli Italiani all’Estero: Consolati senza personale sufficiente o sufficientemente preparato, a guida di Consoli, spesso alla prima uscita all’estero non corroborata da  adeguata esperienza delle comunità. La prova si fa sulla pelle degli emigrati nel 2015. La percentuale di voto crolla da una media del 37% circa a poco più del 3%. Non basta. La fortuna arride agli audaci e Madre Natura si ribella a quanto il genere umano sta facendo al mondo e fa scoppiare una pandemia globale che azzera libertà di movimento e di raduno. Quale miglior occasione di questa per imporre l’indizione delle elezioni per il rinnovo dei Com.It.Es. in piena virulenza del COVID? Tutto questo si accompagna al blocco della riforma della loro legge istitutiva, durato quasi quattro anni, diplomaticamente suggerito a famigli e clienti, perché la proposta che il CGIE ha avuto il coraggio e la dabbenaggine di costruire, consultando associazioni e realtà elettive in tutto il mondo, presenta l’ipotesi di un Comitato con poteri reali e pertanto non doveva passare. Anche se all’ultimo secondo viene concesso a parlamentari “leggerini/e” di fare i sepolcri imbiancati e presentare quel testo quando i tempi per approvarlo prima del rinnovo non ci sono più. La poderosa macchina elettorale si avvia scricchiolando. L’informazione nel grande estero è affidata a una serie di ridicoli fumetti in cinque lingue, in cui una improbabile giovane in abito lungo occhiali e tuppo a torre pone domande a un saccente maschietto che, con l’indice teso sotto il naso di lei, spiega i meccanismi del voto con tale chiarezza che chi sa davvero come si svolgono le votazioni viene assalito da terribili dubbi. Si ribadisce il concetto che le elezioni si terranno il 3 dicembre. Formalmente è vero: le operazioni di voto si concludono il 3 dicembre a mezzanotte, con la consegna delle schede elettorali alle sedi diplomatico-consolari. Ma chi non capisce questa sottigliezza, vale a dire la maggioranza silenziosa del popolo bianco, rosso e verde nel mondo, pensa di dover spedire le buste affrancate con la posta-lumaca proprio il 3 dicembre. I moduli per le varie dichiarazioni, accettazioni, sottoscrizioni, registrazioni e forse qualcos’altro che non ricordiamo, cambiano all’ultimo momento per includere inapplicabili dettami di una legge Severino del 2012 contro le infiltrazioni mafiose nelle elezioni amministrative. Nell’impossibilità di farsi autenticare le firme alle quintalate di documenti già elencati e altri comunque imposti, si dimezza con decreto il numero dei sottoscrittori necessari per convalidare le liste, ma si impedisce a Consoli onorari di autenticarle, anche dove essi stessi sono stati dotati di macchinette per le impronte digitali. in paesi di massiccia presenza italiana o di grande distanze e dispersione dei connazionali. Nel caos, ogni Console in carica pensa per sé e Dio (si spera) per tutti. Quindi qualcuno consente la convalida da parte dei consoli (con la “c” minuscola) onorari soltanto nelle zone in cui una particolare lista, cara ad autonominatisi “lider maximi” di segno nero, deve essere per forza salvata.

Altri permettono l’affissione di documenti d’identità chiaramente invalidi ai sensi delle diverse leggi locali per salvare candidati cari ad altri tipi di cordate, arrivando perfino alla retrodatazione della loro iscrizione all’AIRE, in realtà avvenuta molto oltre il 2 settembre. Si scatena la rissa dei partiti. Homo homini lupus dicevano i latini, riconoscendo che fra tutti gli animali soltanto gli umani si azzannano fra loro quando non ce n’è bisogno. Nascono quelli che i britannici chiamano “strange bedfellows”, cioè strani compagni di letto, per cui liste di sinistra si alleano a liste di destra per sbattere fuori altre liste, non importa se di destra o di sinistra: basta che siano liste forti, che fanno paura. Più di un verbale di Comitati Elettorali Circoscrizionali viene emendato, anche oltre i tempi di chiusura delle operazioni del CEC, per far diventare “reale e documentato” il contrario della realtà. Si proibisce ai componenti di alcuni CEC di controllare tutta la documentazione delle liste e si nega la “pubblicità” di tale documentazione, che dovrebbe invece essere accessibile a qualunque cittadino interessato. Si consente che componenti del CEC si colleghino da remoto, esprimano il loro voto da remoto e firmino verbali adulterati pur non essendo presenti.  Si consente che componenti del CEC decidano a maggioranza di impedire ai  rappresentanti di liste “antipatiche” di votare a favore della loro lista, mentre gli altri hanno tutti votato a proprio favore. Si lascia che Liste varie, sempre accarezzate dalla cordata prevalente a Piazzale Farnesina 1, pubblichino moduli per la registrazione al voto riarrangiati per ottenere anche le e-mail degli elettori e concedere loro di firmare surrettiziamente. Come avete già capito, abbiamo ricevuto segnalazioni da tutto il mondo. Sono state presentate parecchi ricorsi al TAR, del tutto inutili, perché i tempi della magistratura, anche amministrativa, sono abissali e perfino in caso di accettazione del ricorso, le liste interessate non avranno tempo di fare una campagna elettorale positiva. Perché tutto questo? Per potersi sedere dopo il 3 dicembre nella camera ardente dei “cari estinti”: gli organismi di rappresentanza di base degli italiani all’estro e costruire sulle loro spoglie mortali la delegittimazione del CGIE. Lo abbiamo già detto e lo ripetiamo: Sic transit gloria mundi.   

Carlo Cattaneo