Di Stefano Casini

La Camera di Commercio Italiana di Montevideo, morta pochi anni fa per mancanza di coordinamento e sovvenzioni statali italiane é stata, dal 1883 l’espressione di un concentrato gruppo imprenditoriale italiano. Negli anni fra il 1970 e il 1990, man mano che si sono intensificati i legami e i rapporti tra studiosi, lo storico Alcide Beretta Curi, di origine italiana, ha approfondito sulla storia di questa grande istituzione italiana che, tra l’altro, é stata la prima Camera di Commercio Italiana nel mondo. 

Questo rapporto è stato molto fecondo anche per il coinvolgimento di studiosi della regione e permette di guardare agli spazi della stessa storia nazionale nello specchio del correlato confinante. Scrive Beretta Curi: “Affrontare la formazione e la costituzione di nuove frazioni borghesi in Uruguay nella seconda metà del XIX e nei primi decenni del XX, ci pone, sicuramente, nei limiti di processi non troppo lontani da quelli verificatisi in una provincia argentina o in una stato dal Brasile. Il lavoro individuale e di alcuni gruppi si è arricchito con i contributi di colleghi di altre latitudini”

Lo storiografo uruguaiano ha realizzato uno sforzo enorme per intendere la storia locale nella visione della regione, dalla quale emerge chiaramente la singolarità di questo studio che qui riassumiamo con la sua peculiare caratterizzazione, i suoi tratti identificativi di appartenenza ad una comunità nazionale. “Questa presentazione ha beneficiato delle proposte e del lavoro di altri colleghi che si sono avventurati nelle organizzazioni aziendali. In questo senso, vale la pena evidenziare, in Argentina, le pubblicazioni scaturite dal progetto diretto da Jorge Schvarzer “Organizzazioni imprenditoriali e politiche pubbliche”.

La presentazione del lavoro di Beretta Curi ha beneficiato anche dei contributi che, nel campo degli studi uruguaiani, sono di un progetto coordinato da Raúl Jacob con lo studio sull’Associacâo dos Comerciantes de Caxias, di Vania Heredia e Maria Machado che apporta ulteriori elementi di analisi per arricchire questo lavoro.

GLI ALBORI – L’insediamento della Camera di Commercio Italiana di Montevideo è stato realizzato nell’ambito delle politiche espansionistiche promosse dagli stati europei nell’ultimo quarto del XIX secolo.

In Italia, le Camere di Commercio riconoscono antecedenti in varie istituzioni esistenti prima dell’unificazione, anche se i loro nomi, scopi e funzioni erano diversi. Si trattava di organizzazioni libere che tutelavano gli interessi dei commercianti e che erano dagli Stati d’accoglienza, funzioni giurisdizionali, rispettando la regolazione del mercato. A partire dagli anni Sessanta dell’Ottocento, la complessità italiana e lo sviluppo dei vari organi amministrativi prepararono il terreno per una ristrutturazione delle organizzazioni private con proiezione nella vita economica. Ci scrive lo storiografo “La nascita delle prime Camere di Commercio coincise con la crisi e con la progressiva eliminazione della corporazione e delle strutture analoghe”. Conclusa l’unificazione e proclamato il Regno d’Italia, all’inizio del 1862, il riordino del Commercio italiano con 26 rappresentanti commerciali, riveló una grande eterogeneità in termini di composizione, regolamenti, obiettivi e materie in cui si comprendevano, diventando l’embrione per la nascita delle Camere di Commercio.

Dopo la riorganizzazione interna, da parte dello Stato e delle organizzazioni camerali, iniziò un forte interesse per quanto riguarda la promozione del commercio estero e l’espansione coloniale, che portò a considerare l’utilità di organizzazioni simili in altri paesi dove era presente un grande numero di imprenditori di origine italiana. All’inizio degli anni ’80 del secolo XIX, dalla stampa italiana a Montevideo, con l’ausilio della rappresentanza diplomatica del Regno nel Paese e di personalità di spicco dell’immigrazione, si creò un clima speciale ed una forte iniziativa sul tema del commercio estero.

Il 29 settembre 1883 il Console Generale d’Italia, Avv. Pasquale Corte, convocó una riunione informativa sulle disposizioni del Regno sulle Camere di Commercio, dove ha proposto uno schema di Statuto, ed è stata fissata per la prima domenica di ottobre una riunione di tutto il commercio italiano presso il Consolato di allora.

Il 10 novembre 1883, “dopo che furono riuniti gli eletti e lette e approvate le relazioni integrali della Commissione di Scrutinio, fu proclamata come costituita la Camera di Commercio Italiana di Montevideo”. Cosí si fondó la prima Camera di Commercio italiana all’estero. Questo spinse la CCIM a cercare sempre un sostegno particolare del governo italiano.

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STEFANO CASINI