Di STEFANO CASINI

Ida Vitale, nata a  Montevideo, ha compiutto 98 anni il 2 novembre.  Poetessa, traduttrice, saggista, insegnante e critica letteraria uruguaiana  é membro del movimento artistico denominato "Generación del 45" ed é rappresentante della poesia "essenzialista".

Iscritta nella tradizione dell’avanguardia storica americana, la sua poesia indaga l'alchimia del linguaggio e stabilisce un incontro tra una percezione sensoriale di radici simboliste, sempre attente al mondo naturale, nonché alla cristallizzazione concettuale nel suo profilo più preciso.

Ha ricevuto diversi riconoscimenti, tra cui il Premio Octavio Paz (2009), il Premio Alfonso Reyes (2014), il Premio Reina Sofía (2015), il Premio Internazionale di Poesia Federico García Lorca (2016), il Premio Max Jacob (2017) e il Premio Cervantes (2018) 

Vitale fa parte della quarta generazione di emigrati italiani in Uruguay dalla Sicilia ed è stata presente, molte volte, laddove ci fosse Cultura Italiana. È  cresciuta in una famiglia considerata colta e cosmopolita. Nella sua infanzia, ricorda “ogni giorno arrivavano a casa quattro giornali che contenevano le rispettive pagine culturali, in cui era “normale” inserire poesie.”

Ha studiato Lettere in Uruguay e ha esercitato la professione di insegnante. Ha collaborato con il settimanale Marcha, di estrema sinistra, tra il 1962 e il 1964 e diresse la pagina letteraria del quotidiano uruguaiano Época. È stata condirettore della rivista Clinamen ed è stata membro della direzione della rivista Maldoror.

Durissima oppositrice della dittatura militare dell'Uruguay (1973-1985), nel 1974 andò in esilio in Messico e, dopo aver incontrato Octavio Paz, il grande letterato messicano la presentò al comitato consultivo della rivista Vuelta. Ha inoltre partecipato alla fondazione del quotidiano Uno Más Uno e ha continuato a dedicarsi all'insegnamento, tenendo un seminario presso El Colegio de México.

Ha ampliato il suo lavoro coltivando saggi e critica letteraria che ha esercitato su pubblicazioni come El País, Marcha, Época, Jaque e, in altri paesi, le riviste Clinamen, Asir, Maldoror, Crisis de Buenos Aires, Eco de Bogotá, Vuelta e Unomásuno de Mexico, Il pesce e il serpente del Nicaragua. 

Ha tradotto libri per il Fondo de Cultura Económica ed ha tenuto conferenze e letture in diversi fori di tutto il Sudamerica e anche in Spagna, facendo parte, in molte occasioni di giurie.

Tornata in Uruguay nel 1984, cominció a  dirigere la pagina culturale del settimanale Jaque.

"Abbiamo lasciato il Messico (con Fierro) quando la democrazia è tornata qui e abbiamo creduto che fosse nostro obbligo tornare", ha detto Vitale, che è restata un paio di anni in Uruguay e poi  ha emigrato di nuovo, questa volta negli Stati Uniti.

Nel 1989 si é stabilita ad Austin, capitale del Texas, con il suo secondo marito, anche lui poeta, Enrique Fierro, viaggiando sporadicamente a Montevideo.

È stata nominata dottore honoris causa dall'Università della Repubblica nel 2001 ed é rimasta in Texas per 30 anni fino a quando, nel 2016, è rimasta vedova e ha deciso di tornare a Montevideo, dove attualmente risiede.

Nel 2018 ha ricevuto il Premio Cervantes, uno dei piú importanti, se non il più importante, della letteratura in Lingua Spagnola che le ha consegnato il Re di Spagna. La cerimonia di premiazione è stata il 23 aprile 2019 presso l'Università di Alcalá. Sempre nel 2019 ha pubblicato le sue memorie Shakespeare Palace Mosaicos de mi vida en México” 

GRAF5344 ALCALA DE HENARES (Comunidad de Madrid), 23/4/2019.- Los Reyes conversan con la poeta uruguaya Ida Vitale,c., a su llegada a la Universidad de Alcalá de Henares donde hoy entregan a la autora uruguaya el Premio de Literatura en Lengua Castellana Miguel de Cervantes 2018 . EFE/Ballesteros

È stata dichiarata Ciudadana Ilustre de Montevideo alla fine della 42a edizione della Fiera Internazionale del Libro, il 13 ottobre 2019.

L’opera di Vitale é da inserire nella tradizione delle avanguardie storiche latinoamericane. Lei stessa ha affermato sulla natura della ricerca del poeta: “Le parole sono nomadi, la cattiva poesia li rende sedentari.”

Il suo lavoro è caratterizzato da brevi poesie, una ricerca del significato delle parole e un carattere meta-letterario. Vitale é stata sempre considerata membro della Generazione di 45, con altri grandi scrittori uruguaiani, anch’essi di origine italiana,  come Juan Carlos Onetti, Carlos Maggi o Idea Vilariño.

Come lettrice, ha sempre preferito le opere storiche, ma la sua “scoperta” di tre poetesse uruguaiane della metà del secolo come Delmira Agustini e María Eugenia Vaz Ferreira, così come di Gabriela Mistral, l'ha motivata a scrivere poesie liriche. I suoi due grandi riferimenti son stati José Bergamín, suo maestro a Montevideo, e Juan Ramón Jiménez, Nobel di Letteratura nel 1956, morto nel 1958, che conobbe personalmente e fece alcuni lavori con lui.

Ha tradotto autori francesi e italiani come Simone de Beauvoir, Benjamin Péret, Gaston Bachelard, Jacques Lafaye, Jules Supervielle, Jean Lacouture Mario Praz e il nostro grande Luigi Pirandello.

L’abbiamo incontrata 2 anni fa in occasione di un’attività dell’Istituto Italiano di Cultura. Sempre arzilla, sempre pronta a chiacchierare con la stampa. Uno spirito forte e un bel carattere! L’abbiamo anche intervistata e non si è dimencata di dirci: “Siempre sentí, dentro de mi, la sangre italiana que me ha dado inspiración y mucho orgullo”

STEFANO CASINI