(foto depositphotos)

Non avevamo dubbi. Il nostro appello ai Senatori della Repubblica affinché venga fatta giustizia sulla vicenda legata all’elezione di Adriano Cario nel 2018 con il pesantissimo sospetto di brogli elettorali è stato sùbito recepito da centinaia di persone che tra la piattaforma change.org (chng.it/dwvt7j2qNw), mail e telefonate hanno fatto sostenere il proprio sostegno. Diciamoci la verità, è un caso più unico che raro il fatto che un quotidiano faccia una petizione del genere. Ma in questo caso ci è sembrato davvero la cosa più giusta da fare. Sí ci stiamo mettendo la faccia. Perché non ne facciamo una questione partitica, il nostro messaggio è rivolto a tutti, senza distinzione tra Destra, Sinistra o Centro per la politica. Ma anche a uomini di cultura, di spettacolo. E soprattutto è rivolto agli italiani all’estero che così hanno la possibilità di dimostrare il proprio disappunto verso una stortura elettorale davvero brutta e che potrebbe rappresentare il punto di partenza di una brutta deriva. Già, perché sapere che anche truccando le schede elettorali non succede nulla dal punto di vista punitivo, è un bell’incoraggiamento all’arte dell’imbroglio. Crediamo nell’arte della politica, ma se poi si deve ridurre al gioco delle tre carte, non possiamo non prendere una posizione. Anche perché questo giornale è nato con un’identità ben precisa: salvaguardare i diritti degli italiani all’estero e fare sentire la loro voce. Che, siamo certi, si leverà forte in quest’occasione: abbiamo la fortuna, con il lavoro che facciamo, di interfacciarci con tante comunità di connazionali che vivono al di fuori del BelPaese e mai come in questa occasione li abbiamo sentiti sfiduciati, ancora più lontani da una Patria che non sembra amarli particolarmente (ricordiamoci per esempio dei diritti persi per la trasmissione delle partite del campionato di calcio della Serie A). Ma se dobbiamo essere sinceri, sono oramai parecchi anni che registriamo grande malcontento da parte degli italiani all’estero nei confronti delle istituzioni italiche e anche verso coloro che dovrebbero rappresentarli in giro per il mondo. “E’ il solito magna magna”, “Tutto cambia affinché nulla cambi”, “Si stava meglio quando si stava peggio”: sono le tre frasi simbolo che spesso i lettori ci trasmettono per far capire il proprio sentimento. Una vera e propria disaffezione verso la classe dirigente certificato dal super flop legato alle prossime elezioni di rinnovo dei Comites, previste per il 3 dicembre, Purtroppo voterà solo una bassissima percentuale degli aventi diritto: in pochissimi hanno infatti esercitato l’opzione di voto. I numeri sono impietosi: gli optanti sono risultati essere 177.835 su 4.732.741 elettori, ovvero il 3,76% degli aventi diritto al voto. Qualcosa come 80mila votanti in meno rispetto al 2015. Ma di che stiamo parlando? Fa di certo tenerezza sentire i commenti del direttore generale per gli Italiani all’Estero del ministero degli Affari esteri Luigi Maria Vignali che, ospite di Rai Italia (che da tempo funge in pratica da portavoce…) ha affermato che sono stati “in tanti” ad iscriversi, parlando di un “numero consistente” di persone. Quando si nega anche la realtà… che neanche qualche giornalista di Rai Italia ha avuto il coraggio di smentire. Eppure bisognerebbe parlare di servizio, non di servizio privato… Non é un buon inizio per il nuovo direttore di Rai Italia dove sembra non sia cambiato nulla… A proposito siamo ancora in attesa di conoscere dove sono finiti i nove milioni di euro stanziati per diffondere e pubblicizzare le elezioni del Comites.. Perché se questi sono i risultati bisognerebbe veramente rivolgersi alla Procura della Repubblica…