di Matteo Forciniti

È stata fissata per il 15 maggio del 2022 la prima cerimonia di canonizzazione post Covid in Vaticano. Con l’avvento della pandemia tutte le cerimonie in Piazza San Pietro erano state sospese e così la proclamazione ufficiale dei nuovi santi era stata sospesa a data da definirsi.

Tra i nuovi santi da proclamare ci sarà anche Francesca Rubatto, una suora piemontese stabilitasi in Uruguay dopo aver fondato le Suore cappuccine di Madre Rubatto. L’annuncio della sua santificazione era stato dato da Papa Francesco nel febbraio del 2020 dopo la beatificazione avvenuta con Giovanni Paolo II il 10 ottobre 1993.

L’ultimo miracolo che è stato attribuito a colei che è stata ribattezzata come la prima santa uruguaya risale all’anno 2000 con un’inaspettata guarigione avvenuta proprio in Uruguay. Come racconta la Conferenza Episcopale uruguaiana in una nota, in quell’occasione un giovane entrò in coma dopo un gravissimo incidente che sembrava praticamente avergli tolto la vita: “L’invocazione a madre Francisca fu molto forte e precede la guarigione. È importante sottolineare che questo giovane non ebbe alcuna conseguenza di quell’incidente”. Precedentemente, le era stato attribuito un altro miracolo che risale al 1939, a Genova, e ciò portò alla beatificazione. Ci sono poi tante altre testimonianze di possibili miracoli compiuti dalla suora piemontese.

Suor Rubatto era nata a Carmagnola, una cittadina della provincia di Torino il 14 febbraio del 1844. Rimasta orfana a 19 anni venne accolta dalla sorella Maddalena a Torino, dove svolse i servizi di collaboratrice, dama di compagnia e consigliera per l’amministrazione della nobildonna Marianna Costa Scoffone. Nel frattempo passava le estati a Loano, in provincia di Savona, dove cominciò a frequentare i Cappuccini assistendo gli ammalati e i bambini abbandonati. Il 23 gennaio 1885 entrò in noviziato prendendo il nome di suor Maria Francesca di Gesù e in questo stesso anno fondò le Suore cappuccine di Madre Rubatto concentrando la loro azione sugli ultimi e sui più poveri attraverso opere di carità.

Questo istituto religioso femminile arrivò ben presto in Sud America. In compagnia di altre sorelle, nel 1892 madre Rubatto giunse in Uruguay dove cominciò ad offrire i suoi servizi allargandosi poi anche all’Argentina e al Brasile.

Si stabilì definitivamente a Montevideo nel quartiere Belvedere dove insieme ad altre 3 sorelle creò un laboratorio di cucito che con il tempo si trasformò nel Colegio San José de la Providencia. Morì il 6 agosto del 1904 e venne seppellita nel cimitero di La Teja andando incontro alla sua volontà come espresso nel testamento: “Il mio corpo sia sepolto tra i miei cari poveri”. Successivamente i suoi resti furono trasferiti all’interno della cappella che aveva lei stessa aveva costruito e che nel 2000 diventò il “Santuario de la Beata María Francisca Rubatto” nella zona di Belvedere.

Attualmente la congregazione che porta il suo nome si trova, oltre all’Italia e all’Uruguay, in altre nazioni nel mondo: Argentina, Brasile, Perù, Camerun, Etiopia, Kenya, Malawi ed Eritrea.

In Uruguay le sorelle cappuccine continuano a portare avanti diverse attività tra cui anche tre istituti scolastici, due a Montevideo e uno nell’interno. Oltre al Colegio San José di Belvedere, nella capitale è anche presente il Colegio y Liceo “Nuestra Señora de Lourdes” (a Malvín) mentre a Maldonado si trova l’Instituto Habilitado “Hermanas Capuchinas”.