Maradona (Depositphotos)

Il 25 novembre dello scorso anno moriva Diego Armando Maradona e in Argentina ci sono ancora punti poco chiari riguardo alla sua morte: se il decesso sia avvenuto naturalmente o a causa di alcuni responsabili. L'ufficio del procuratore generale di San Isidro, guidato da John Broyard, ha raccolto le dichiarazioni degli imputati e dei testimoni e ha concluso che, quantomeno, c'è stata negligenza e ci sarebbero prove sufficienti per trattare il caso come un eventuale omicidio volontario. Secondo il quotidiano argentino Olé le persone coinvolte sono il suo medico di base Leopoldo Luque, la psichiatra Agustina Cosachov, lo psicologo Carlos Díaz, l'infermiera Dahiana Gisela Madrid, l'infermiere Ricardo Almirón, il coordinatore degli infermieri dell'azienda Medidom, Mariano Perroni, e la dottoressa che ha coordinato il ricovero, Nancy Forlini. Nessuno conosce la data del processo ma si stima possa svolgersi tra un anno e mezzo o due anni. Tra richieste di ricusazioni e battaglia tra i figli si va avanti. I sette imputati, ciascuno con le proprie responsabilità, rischiano sanzioni che vanno dagli 8 ai 24 anni.

Oggi è vietato loro di lasciare il Paese e, in caso di trasloco, devono avvisare la Procura. Inoltre devono comparire per una dichiarazione ogni volta che viene richiesto. Altro tema è quello dell'eredità che coinvolge i cinque figli dell'ex campione argentino: Dalma, Gianinna, Jana, Diego Junior e Dieguito Fernando. Mentre si attendono i test del dna per Magalí Gil ed Eugenia Laprovittola per determinare se sono le figlie naturali di Maradona. Il 19 dicembre saranno messi all'asta due immobili, due BMW e una Hyundai, oltre ad altri oggetti che erano custoditi in un magazzino di San Isidro. I soldi ricavati saranno utilizzati inizialmente per pagare le tasse dovute e potranno essere distribuiti solo dal prossimo anno. Saranno da distribuire, inoltre, anche soldi (tra i 5 e i 6 milioni di dollari) depositati in conti in Svizzera e Dubai. Il marchio Maradona attualmente è gestito da Matías Morla, attraverso il marchio Sattvica (insieme all'altro proprietario Maxi Pomargo), ma ci sono due casi giudiziari legati all'immagine del Pibe che potrebbero rivedere tutta la questione dei diritti di immagine.