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di Franco Esposito

Vanno in fumo le tredicesime. Meno regali, meno pranzi e cenoni, fosche le previsioni anche sulle vacanze. Il caro prezzi divora il Natale, lo rende poverissimo. Corre l’inflazione, al 3,8% come nel 2008. Ogni famiglia italiana taglierà 230 euro di consumi. Denuncia troppa incertezza il presidente Confimprese, Mario Rasca: “Serve il calmiere alle bollette”. Comunque la giri, sarà un Natale più caro e ovviamente più povero. La corsa all’inflazione divora tutto, anche le tredicesime. L’impoverimento è in arrivo, disarmante e totale.

In questo mese, con la crescita dell’inflazione è quasi triplicata, con pesanti conseguenze sulle tasche delle famiglie: 1.218 euro in meno per un nucleo di tre persone, 736 euro per un single. Si perderanno 45 miliardi e mezzo di consumi. Diversamente avrebbero potuto raggiungere quota 80 miliardi.

Povero Natale e poveri noi italiani, costretti a tirare la cinghia nel più ottimistico dei casi. I poderosi aumenti annunciati e già operativi continueranno ad avere effetti trascinanti sui beni alimentari e bevande con l’indice all’1,7% a novembre e destinato nei prossimi mesi a crescere ancora.

Le imprese agricole risultano, di conseguenza, strozzate dall’aumento dei costi di produzione. E spesso sono costrette a vendere sottocosto. Vedo nero e non nasconde per nulla il pessimismo personale il direttore dell’Ufficio Studi di Confcommercio, Mariano Bella. “L’effetto prezzi colpisce anche i regali di Natale, dai giocattoli agli addobbi. E persino gli abeti, per cui, anche per una minore produzione nazionale, potrebbero esserci rincari anche per i regali più piccoli, tra i 10 e i 60 euro.

Il Codacons stima un aggravio complessivo di circa 1,4 miliardi. I regali saranno colpiti con un più 5%; il 10% di aumenti è il rincaro previsto per panettoni e pandori. Aumenta il costo della frutta fresca e secca, nella misura di un robusto 2,7%. Cresce del 2,5% il prezzo di carne, pesce e salumi; un euro e mezzo in più per vini e spumante. Corrono gli aumenti anche degli apparecchi tic e e-book. Sarà dura, durissima, uscirne.

Come fare? Non esiste una soluzione diversa rispetto alla necessità di ridurre il budget familiare. Assoutent prevede una riduzione del 12% rispetto ai 169 euro del 2019. Per la tavola delle festività gli italiani spendono complessivamente circa 5 miliardi. Vengono di norma premiati i carrelli dei supermercati. Federdistribuzione fa notare di avere di aver già dato una frenata ai prezzi nella misura dell’1,4%. “Faremo la stessa cosa anche a Natale, con le promozioni”, assicura Giorgio Santambrogio, Ceo di una importante catena nazionale.

L’azione mira a contenere gli aumenti a fronte di richieste di adeguamento dei listini da parte dei fornitori a doppia cifra, attorno al 2%. Difficile ipotizzare il raffronto sui ricavi sul 2020, anno del lockdown.

Ma c’è anche chi non vede nero e vende previsioni positive agli italiani, affranti al limite della disperazione, rovinati dall’inflazione (soprattutto dai rincari di bollette e utenze) e in generale ormai con le pezze al sedere. “Natale e Capodanno 2021 dovrebbero registrare una forte ripresa di pranzi e cenoni fuori casa per circa 7,2 miliardi”, si sbilancia nell’ottimismo Luciano Sbraga, responsabile Ufficio Studi Fipa.

Ma la domanda viene spontanea: si spenderà di più o di meno al ristorante? Nella ristorazione l’inflazione è stata contenuta a novembre al 2,4%, e più o meno dovrebbe essere questa la percentuale dei rincari di pranzi e cenoni. Nel 2019 il costo medio era stato di 56 e 80 euro.

Un Natale più caro, come già annunciato, è previsto per le vacanze. Da quelle sulla neve e nelle località montane alle Maldive. Spaventosi gli aumenti imputabili in esclusiva al caro-carburanti, 12 euro in più a pieno. Laddove è cresciuto anche il prezzo dei biglietti aerei fino alla minore concorrenza (+51,3% i voli all’estero), per molte mete chiuse per Covid.

I voli internazionali si aggiudicano il top degli aumenti. A seguire i carburanti per mezzi di trasporto pesanti, Gpl e metano (+45,8), gas naturale e gas di città (+40,6%), energia elettrica (+33,2%), gasolio per mezzi di trasporto (+27,9%), gasolio per riscaldamento (+26,8%), benzina, voli nazionali e servizi postali, rispettivamente nella misura del 25,3, 18,9 e 6,2 per cento.

Da parte degli italiani, però, la voglia di viaggiare non si è esaurita. Permane, c’è soprattutto per chi può permettersi un pacchetto Maldive da 3.500/4.000 euro, a fronte di 700/1.000 dell’Egitto. Il costo di una settimana bianca è stimato ora in 1.000 euro.

Tempi duri per i pensionati con pensione normale? Sembrerebbe di no, dovendo considerare che 36,4 miliardi sono in arrivo per pensionati e lavoratori. Una manna dal cielo? Assolutamente: tolte rate e bollette, nelle tasche di ognuno resterà solo il 9,7%. Quindi, meno di quattro miliardi. Meglio di niente, certo. Ma anche pensionati e lavoratori destinatari del beneficio natalizio hanno il pieno diritto di maledire la pesante inflazione che divora le tredicesime e strangola il Natale 2021.

La stangata è di quelle destinate a produrre effetti devastanti nelle tasche degli italiani.