Gli Stati Uniti lo scorso 8 novembre hanno riaperto le loro frontiere e gli italiani non aspettavano altro: infatti il mese scorso, secondo quanto reso noto da CartOrange, leader dei consulenti di viaggio, i preventivi per la destinazione a stelle e strisce hanno registrato una crescita del 60%. Se le rilevazioni hanno come metro di paragone il mese precedente (e quindi si può intuire il motivo della grande crescita, lo stop del travel ban) c’è un altro aspetto che mette in risalto la voglia d’America degli italiani: infatti gli USA hanno superato in termini di volumi tutti quegli altri Paesi che avevano già riaperto al turismo da alcuni mesi e che sono anche tra le mete preferite da parte degli italiani, vale a dire Maldive, Dubai e Caraibi. Ma non solo, perchè anche le località italiane hanno dovuto cedere il passo al ritorno, tanto atteso, dell’America, la prima grande destinazione al di fuori dell’Unione Europea. E poi guardando all’interno degli States, ecco che New York e Miami sono risultate le due città più gettonate, un trend che comunque non si discosta da quello che succedeva prima della pandemia: la Big Apple e il calco del South Florida da sempre hanno un fascino unico per gli italiani (e non solo). E questo nonostante la recente stretta da parte dell’amministrazione Biden che ora richiede un Covid test negativo eseguito nelle 24 ore precedenti la partenza (invece dei 3 richiesti prima dell’esplosione della variante Omicron). Ma all’interno della nuova USA-mania, ci sono comunque dei distinguo: cambia il modo di fare turismo negli States. Infatti è in pratica quasi sparito, e comunque altamente sconsigliato, per ora il ‘fai da te’: non sono momenti adatti per l’avventura, mentre è diminuita in maniera evidentissima la richiesta dei turisti per le visite organizzate e quelle che sono le esperienze in luoghi chiusi: si preferisce evitare ancora, per quello che è possibile, i contatti ravvicinati.