Novak Djokovic (foto: depositphotos)

Ennesimo colpo di scena nella vicenda relativa a Novak Djokovic, il campione serbo diventato ormai un vero e proprio caso politico per il suo tentativo di partecipare agli Australian Open benché sprovvisto del certificato di vaccinazione.

Come reso noto dai suoi avvocati, Djokovic è di nuovo in stato di fermo nel Park Hotel di Melbourne, la struttura dove sono ospitati rifugiati e richiedenti appello in cui già era stato “sistemato” nei giorni scorsi.

Il serbo dovrà attendere qui il verdetto dell’appello presentato contro la seconda cancellazione del suo visto da parte delle autorità australiane, atteso nella serata italiana di sabato. La sua posizione, alla luce degli ultimi riscontri, si è aggravata.

Per il governo australiano la presenza di Djokovic nel tabellone del torneo potrebbe infatti mettere a rischio vite e ordine pubblico, aumentando il sentimento “no vax” e il mancato rispetto delle regole Covid. Dubbi, poi, sull’effettivita positività del campione certificata da un tampone dello scorso 16 dicembre che ha scatenato diverse perplessità.