di Matteo Forciniti

Sono entrate in vigore, in Uruguay, le nuove disposizioni sul controllo della pandemia da Covid 19 che riguardano i test e l’isolamento per i casi positivi che in alcuni casi sono stati alleggeriti. Il nuovo protocollo diffuso dal Ministero della Salute ha stabilito nuovi criteri riguardo le esigenze per effettuare un test e la durata della quarantena stabilendo delle nette distinzioni in base alla presenza o meno di sintomi e della situazione vaccinale di ognuno. Vediamo nel dettaglio i casi segnalati dall’esecutivo.

Gli asintomatici che hanno avuto un contatto positivo non hanno bisogno di un tampone molecolare (a eccezione di alcune categorie a rischio) e saranno sottoposti a meno giorni di isolamento.

I sintomatici che fanno parte di gruppi a rischio, comunità chiuse e operatori dei servizi essenziali devono sottoporsi a un test antigenico e, se negativo, dopo 48 ore devono fare un test molecolare PCR. Le persone con sintomi che non fanno parte di questi gruppi devono sottoporsi solo al test rapido.

Per quanto riguarda un contatto con un caso positivo confermato che appartiene a una comunità chiusa o è in una situazione di focolaio (come quelli che hanno contatti con un convivente non vaccinato o che ha due dosi e più di 180 giorni dall’ultima) si richiede un test rapido e uno molecolare il quinto giorno.

Se il contatto con un caso confermato è asintomatico, non deve essere effettuato alcun tipo di test.

I nuovi protocolli del Ministero della Salute hanno aggiornato anche la durata dell’isolamento per i casi positivi. Le persone vaccinate con tre dosi, indipendentemente se abbiano sintomi o meno, devono essere isolate per sette giorni. Un asintomatico vaccinato con due dosi -e meno di 180 giorni dall’ultima – dovrà rimanere in isolamento per una settimana, mentre nel caso in cui ci sia qualche tipo di sintomo il periodo di chiusura aumenterà a 10 giorni.

Più alti sono invece i giorni di quarantena previsti per chi non è vaccinato o per chi ha ricevuto due dosi, l’ultima oltre i 180 giorni: 10 giorno se asintomatico o 14 in caso di sintomi.

Le nuove linee guida arrivano nel pieno della stagione estiva accompagnata dalla seconda ondata di contagi causata da Omicron che sta battendo continuamente tutti i record e -come denunciano gli addetti ai lavori- sta causando problemi e ritardi nei primi livelli di assistenza per via delle quarantene all’interno del personale sanitario e l’altissima richiesta di tamponi. Ecco perché questo nuovo protocollo è stato salutato favorevolmente da parte del Sindicato Médico del Uruguay 

che considera la misura necessaria per “alleggerire il sovraccarico del sistema” anche se- avverte- “aumenterà la circolazione del virus per casi asintomatici che non saranno diagnosticati”.

Nel presentare le nuove misure, il ministro della Salute Daniel Salinas ha commentato la situazione epidemiologica che sta vivendo oggi l’Uruguay e che è completamente diversa rispetto al passato come dimostrano i numeri che trasmettono speranza: “Oggi abbiamo un tasso di vaccinazione molto importante con circa l’80% con due dosi e tra pochi giorni avremo il 53% con la terza dose e questo è un dato fondamentale. Oggi abbiamo bisogno di razionalizzare la quantità di tamponi affinché il sistema possa continuare a funzionare in forma rapida. Informare il numero di casi giornalieri positivi ha poco senso ma lo manteniamo in virtù della politica stabilita dalla Presidenza. Il dato più importante da considerare adesso sono i casi gravi in terapia intensiva e i decessi”.

6253 è il numero totale di persone morte in Uruguay con Covid 19. Attualmente ci sono 82.868 persone positive di cui 80 casi gravi in terapia intensiva.