di Franco Esposito

Grillo parlante? Incassante soldi, a quanto pare. Grillo indagato. E non è un battuta: il comico fondatore del Movimento Cinque Stelle è accusato di “traffico di influenze illecite”. Tradotto a beneficio degli amanti del linguaggio semplice, “avrebbe preso soldi da Moby, la società di navigazione di Vincenzo Onorato, a sua volta alle prese con il fallimento colossale, da mezzo miliardo di euro. L’imprenditore campano pare foraggiasse tutti i partiti politici. Finanziava, dava soldi. L’America’s Cup, leggendaria gara di vela, sfruttata anche come vetrina con l’imbarcazione Mascalzone Latino. A Vincenzo Onorato la meravigliosa avventura è costata un botto di soldi. 

Molto meno sarebbero costati Beppe Grillo e Davide Casaleggio, entrambi sotto contratto Moby. Centoventimila euro avrebbe incassato il garante del M5S; 600mila la società di Davide Casaleggio. Dopo anni difficili, la Casaleggio Associati diventa centrale nel 2007, con il boom politico del M5S. I problemi riaffiorano con prepotenza nel 2020, in seguito alla rottura con il governo Conte. E tutto – il traffico di influenze illecite e Grillo e Casaleggio a libro paga di Moby – si è sviluppato nel periodo di Conte premier e del governo bicolore Lega-Cinque Stelle. Un disastro totale.    

Di comico in questa vicenda non c’è una virgola. La commedia l’avrebbe messa in scena proprio Beppe Grillo, avec Casalegno junior, titolare della Casaleggio Associati e presidente dell’associazione Rousseau. La cassa del Movimento Cinque Stelle. “Girò le richieste di Moby Price ai politici”. L’ipotesi è al centro dell’indagine della Procura di Milano. Pare, oltretutto, che Onorato esercitasse forti pressioni anche sul senatore Danilo Toninelli, all’epoca ministro della Repubblica. Il titolare del dicastero delle Infrastrutture. Totalmente infausto sotto l’aspetto ministeriale e dialettico. Anch’egli oggetto di attenzione da parte dei magistrati della Procura di Milano. 

Grillo e Casaleggio tangentisti? Forse l’espressione è impropria, ma fino a un certo punto. Allora come definirli i destinatari della prebenda di Vincenzo Onorato? A questo punto, comunque, parole e aggettivi non scrivono la storia. Quella la fanno i fatti, smentiti dai legali dell’armatore: “Con Grillo sono vecchi amici, si conoscono da oltre quarant’anni, qualcosa è stato equivocato”. 

Il metodo Onorato. Partito da una nave e dodici marittimi, l’armatore ha fatto della Moby “la prima compagnia di traghetti mondiale”. Seimila marittimi tutti italiani: un suo pallino portato avanti attraverso battaglie non facili. 

Moby dava l’impressione di essere al centro di un impero. Sensazioni e immagini chiaramente distorte: nel 2021 la società e la Cin, nata dall’acquisizione di Tirrenia, hanno chiesto il concordato preventivo e Onorato ha lasciato la presidenza. 

Un imprenditore spavaldo, Vincenzo Onorato. Abile, indubbiamente, molto capace, anche se affetto da una pericolosa malattia chiamata megalomania. Secondo i magistrati della procura di Milano, l’imprenditore avrebbe “tentato di influenzare le politiche del governo Conte in tema di interventi in favore di Moby, in cambio di contratti pubblicitari a Casaleggio Associati e a Beppe Grillo srl per un milione e 500mila euro”. Dal primo marzo 2018 al primo marzo 2020. 

Oggetto di immediata perquisizione gli uffici di Grillo e della Casaleggio, e e abitazioni di due dipendenti, da parte dei militari del nucleo di polizia economica finanziaria della Finanza di Milano. L’indagine è condotta dal pm Cristiana Rovelda, coordinata dal procuratore aggiunto Maurizio Romanelli. Sotto inchiesta i contratti ritenuti illeciti sia “per l’entità degli importi versati o promessi da Onorato, sia la genericità dei contratti”. E anche per la mediazione di Grillo “finalizzata a orientare l’azione pubblica e di pubblici ufficiali”. 

Fra i destinatari delle insistenze di Onorato anche l’allora ministro Danilo Toninelli, non indagato, in quel perioodo protagonista di un braccio di ferro con l’armatore sul tema del rinnovo di concessione delle tratte. Un certo attivismo avrebbe speso nella vicenda anche Carla Ruocco, già membro del Direttorio del M5S. In Parlamento avrebbe dato cosistenza alle richieste di Beppe Grillo. 

I finanzieri hanno individuato le chat nella copia forense di pc e cellulari sequestrati a Onorato dalla procura di Firenze nell’ambito dell’inchiesta sulla fondazione Open di Matteo Renzi. L’incrocio delle conversazioni con i dati emersi dall’ analisi gestionale dei commissari avrebbero evidenziato i contratti con Beppe Grillo srl e Casaleggio Associati. Da qui l’apertura del nuovo fascicolo che vede indagato il fondatore-garante del M5S. Il fine ultimo è capire se e come quelle che il decreto definisce “richieste di favori” siano state condizionate dai contratti in essere. “Economicamente sproporzionati – secondo la procura – rispetto alla reale offerta di servizi”. 

Relazioni giudicate comunque pericolose. Pare che la società di Onorato finanziasse la Casaleggio Associati per attività di lobbing. Il contratto fu rescisso in seguito alla rottura tra la casa madre e il Movimento. 

Beppe Grillo pare si fosse impegnato con Onorato per una serie di iniziative pubblicitarie sul proprio canale web. Quella che riguardava “i benefici fiscali alle sole navi che imbarcano solo personale italiano e comunitario” e la campagna “Io Navigo Italiano”, finita poi al centro di accuse di razzismo. 

Ma Onorato come l’ha presa questa mareggiata forza nove che gli è sbattuta contro? Pare con apparente grande serenità, fiducioso nell’operato dei magistrati della Procura di Milano.