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L’Italia scala posizioni nella classifica di Transparency International che dà conto della reputazione di 180 paesi in materia di corruzione. Tre i punti guadagnati e dieci le posizioni scalate nel ranking, dove ora l’Italia è 42ma.

Un piccolo balzo in avanti, ancora lontano però dalla media dell’Unione Europea: l’Italia infatti è a quota 59 punti, mentre la stima media dei paesi Ue è di 64. Nel suo report Transparency sottolinea come il progresso tricolore sia “il risultato della crescente attenzione dedicata al problema della corruzione nell’ultimo decennio”.

In cima alla classifica ci sono Danimarca, Nuova Zelanda e Finlandia con 88 punti. Ben messe pure Germania, Regno Unito e Francia, con punteggi tra 80 e 71 punti. Gli Stati Uniti sono a quota 67. Nelle ultime posizioni Siria, Somalia e Sudan del Sud. 

L’indice che Transparency prepara annualmente prende in esame il livello di corruzione percepita nel settore pubblico. Tredici gli strumenti di analisi e i tipi di sondaggio rivolti agli esperti. I punteggi sono determinati da una scala che va da zero (alto livello di corruzione percepita) a 100 (basso).