Roberto Mancini, ct dell'Italia (foto depositphotos)

Roberto Mancini parla in conferenza stampa all’inizio dello stage della nazionale, impegnata tre giorni a Coverciano per la preparazione dei playoff di qualificazione al prossimo Mondiale: “Grazie ai club che hanno dato disponibilità e ci hanno concesso i ragazzi, non era una data Fifa. Penso sia giusto valutare varie situazioni in vista dei playoff e quella di Balotelli rientra tra queste. Faremo due allenamenti oggi e domani e una partitina venerdì mattina. Proveremo cose differenti, nuove soluzioni tattiche. Giusto sfruttare l’occasione per valutare giocatori fuori dal giro azzurro da tempo, come Balotelli, altri che non avevano mai fatto parte della nazionale oppure che sono reduci da qualche infortunio. Sensi? Importante possa avere continuità di impiego in futuro, soprattutto per lui”.

Quello legato a Balotelli è tema caldissimo: “Ripeto: la porta della nazionale è aperta a tutti, se ci sono calciatori che possono aiutarci siamo ben felici di questo. Carta della disperazione? Se la disperazione è quella di prima degli Europei, forse è meglio essere disperati. Di certo non chiudiamo le porte a nessuno. A livello tecnico è sempre stato un giocatore bravo, l’abbiamo perso di vista da un po’. Questa è un’occasione per vederlo dal punto di vista fisico, tattico e se può integrarsi in un gruppo che ha già raggiunto un obiettivo importante. Non mi ha promesso nulla, è stato chiamato come gli altri e c’è curiosità nel rivederlo dal vivo. È qui, credo sia felice di esserci, come tutti, e valuterò con serenità se possa darci una mano”.

Anche il trasferimento di Insigne a Toronto fa discutere: “Abbiamo le partite di marzo che sono le più importanti, poi quelle di Nations League e con l’Argentina a giugno. Fino a quel momento sarà ancora qua, i mondiali poi sono a novembre. Non saranno tanti i mesi in cui sarà in Canada, parlarne adesso mi sembra prematuro. Rinvio della partita di campionato a marzo? Più giorni avremo a disposizione a marzo meglio è, ma non so se sarà oggetto di discussione e quali saranno le valutazioni. Tre o quattro giorni in più o addirittura una settimana ci farebbero comodo, se ci sarà questa possibilità ne saremmo felici”.

Possibili novità tattiche per marzo: “Oggi non ce n’è affatto, di sicuro ci sarà quando ci avvicineremo all’evento. Per vedere se un calciatore sia a posto fisicamente tre allenamenti sono utili, si può fare una valutazione. Nuovo sistema a due punte e quattro centrocampisti? Vedremo, continuo a pensare che Zaniolo sia una grande mezzala d’attacco, anche se in Svizzera ha giocato centravanti. Può dare una mano a tutta l’azione offensiva. I calciatori giocano con moduli diversi rispetto al proprio club, non avrebbero problemi a cambiare e non li avremmo noi a cambiare in base alle loro caratteristiche”.

Scamacca potrebbe essere uno dei volti nuovi: “Credo in Scamacca da anni, ha qualità tecniche, fisico e tutto per diventare un grande centravanti. Dipende da lui, adesso sta anche facendo gol con continuità e questo può essere fondamentale per un ragazzo come lui. Vedremo quali saranno le sue condizioni a marzo. Mandragora e Pobega? Abbiamo preferito chiamare due ragazzi che conosciamo meno e non avevamo mai chiamato. Loro li conosciamo già”.

Chiusura sui ‘nuovi italiani’: “Conosco Joao Pedro per averlo visto giocare, è in Italia da tanti anni. Ha qualità tecniche importanti, è bravo, ha esperienza. Se è qua, ci può stare. Stesso discorso per Luiz Felipe, anche se è più giovane. Palermo? Scelta dipesa da varie situazioni. Lì c’è sempre grande entusiasmo, ogni volta che gioca l’Italia lo stadio è pieno e il campo è in buone condizioni. Penso che possa esserlo anche a marzo”.