Sinceramente, per un italiano, ascoltare una riunione del COMITES di Montevideo, è una vergogna e soprattutto in presenza del Capo della Cancelleria Consolare, la Dressa. Alessandra Crugnola.

Qualche consigliere, forse per rispetto alla nostra Rappresentante Consolare, parlava in un Italiano scadente (meno Fabrizio, il giovane Professore d’Italiano dei Calabresi), ma, siccome abbiamo sia un Presidente (innominabile), che un esecutivo che non supererebbe un esame di prima elementare, la nostra lingua è scarsamente presente, per non dire esclusa.

Questo fatto è inaccettabile. Possiamo forse capire o giustificare sul tema dei coptati (ancora non nominati perché se ne sono presentati 3, di cui 2 con cittadinanza italiana, quindi non presentabili).

Secondo la Presidenza del COMITES, sono state avvisate tutte le associazioni ed enti italiani in Uruguay, affinché possano indicare nomi di possibili coptati nel Consiglio del COMITES ma, forse perché, lo stesso Presidente, è uno sconosciuto  mai presente nella nostra collettività o perché molte associazioni non hanno ricevuto nulla, purtroppo la situazione è patetica: non ci sono coptati, come indica il regolamento del COMITES.

A dir la verità mi son sentito molto scomodo vedendo il viso serio e un po’ arrabbiato della Dressa. Crugnola che, ovviamente, parlava nella nostra ricchissima lingua: l’Italiano e alla Casa degli Italiani!

Sentire il consueto “Buonyoooorno per la matina” nell’ambito di un COMITES è veramente vergognoso.

Ho presenziato, nella mia lunga carriera in RAI, riunioni dei COMITES  in una trentina di cittá sudamericane, dall’Argentina al Brasile, dal Perú al Venezuela, dal Cile alla Colombia, ma ho sempre sentito parlare italiano. Sicuramente, in molti casi, con certe difficoltá, ma esisteva uno sforzo nei consiglieri per sentirsi ITALIANI.

Sentir parlare Spagnolo in un Comitato Italiano Italiano all’Estero è veramente una presa in giro e questa abitudine dovrebbe cambiare.

STEFANO CASINI