Sergio Mattarella (foto depositphotos)

Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha inviato gli auguri a Papa Francesco per il nono anniversario dell’inaugurazione del suo Pontificato, definendolo un “saldo punto di riferimento” per far prevalere le ragioni della pace. “Santità, nella fausta ricorrenza del IX anniversario della solenne inaugurazione del Pontificato, desidero farLe pervenire a nome del popolo italiano e mio personale calorosi auguri uniti a sincera gratitudine per la speranza che il Suo alto Magistero continua a rappresentare anche nelle dolorose circostanze che stiamo vivendo”. Il capo dello Stato ha continuato il suo scritto denunciando che “nel momento in cui le nostre società cercavano faticosamente di emergere dall’emergenza sanitaria il mondo è ripiombato in una condizione di incertezza e angoscia a seguito dell’aggressione russa all’Ucraina”. Mattarella si è poi detto grato del fatto che il Santo Padre si è appellato al dialogo affinché si arrivi al cessate il fuoco: “Nell’attuale situazione, che scuote alle sue fondamenta l’ordine internazionale violando le più elementari regole della pacifica convivenza, le Sue accorate invocazioni contro la guerra assumono la veste di un appello – rivolto soprattutto a coloro che hanno in mano i destini di così tante vite umane – affinché si ritrovino le ragioni del dialogo e si ponga fine a una situazione gravissima e inaccettabile che mette a repentaglio la sicurezza e la stabilità globali”. E poi la chiosa finale: “Nella consapevolezza che ogni guerra lasci il mondo peggiore di come l’ha trovato, la costante sollecitudine della Santità Vostra a mai smarrire il sentiero della fratellanza costituisce un ancoraggio prezioso e un saldo punto di riferimento per far prevalere le ragioni della pace. Con questi sentimenti, e nella certezza che il recente incontro commemorativo delle storiche intese tra Santa Sede e Italia abbia ulteriormente rafforzato la feconda collaborazione che ci unisce, desidero rinnovarLe, Santità, i miei migliori auguri per la continuazione della Sua missione alla guida della Chiesa universale”. Da segnalare che ieri un ragazzo ucraino, detenuto nel carcere di Verona per contrabbando di sigarette (deve scontare 23 mesi di pena), ha chiesto, tramite l’avvocato Alexandro Maria Tirelli (presidente delle Camere penali del diritto europeo e internazionale) la grazia al presidente della Repubblica “per combattere contro l’invasore russo”. “Stepan – le parole dell’avvocato – non può accedere alla misura alternativa alla detenzione in quanto provvisto di domicilio. E, allo stesso modo, non può essere espulso perché in possesso di doppio passaporto – ucraino e rumeno – e i trattati comunitari impediscono di allontanare un cittadino europeo da un Paese membro”.