Il simbolo della Nato (foto depositphotos)

La Nato si sta preparando al rischio di incidenti nucleari e biologici russi. “Miglioreremo la nostra preparazione e prontezza per le minacce chimiche, biologiche, radiologiche e nucleari. Prenderemo ulteriori decisioni quando ci incontreremo a Madrid” si legge nel comunicato diffuso al termine della riunione dell’Alleanza Atlantica a Bruxelles. “I leader della Nato si sono incontrati in un momento critico per la nostra sicurezza. Abbiamo deciso di rafforzare la nostra deterrenza e difesa a lungo termine. Abbiamo anche concordato di dare ulteriore sostegno all’Ucraina e di continuare a imporre costi alla Russia. La solidarietà transatlantica rimane vitale” ha twittato il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg.
Gli occidentali potrebbero inviare missili antinave in Ucraina: gli Stati Uniti si stanno consultando con gli alleati per l’invio. “Gli alleati oggi hanno deciso di fornire più assistenza all’Ucraina, anche dal punto di vista militare. Tra questi si contano armi anti carro, difese anti missili e droni, che si sono dimostrati molto efficaci. Gli alleati poi assisteranno l’Ucraina con aiuti finanziari e umanitari” ha confermato Stoltenberg.

“La Nato non manderà né truppe né aerei in Ucraina perché vuole evitare l’escalation del conflitto” aveva affermato stamattina il segretario Stoltenberg in merito alla possibilità di istituire una no fly zone nei cieli dell’Ucraina. Gli alleati della Nato sono d’accordo sulla proroga del mandato del segretario generale, alla luce della situazione in Ucraina, fino al 30 settembre 2023. Sono “onorato”, ha commentato Stoltenberg, “mentre affrontiamo la più grande crisi di sicurezza in una generazione, siamo uniti per mantenere la nostra Alleanza forte e la nostra gente al sicuro”. Stesso concetto che stamattina era stato twittato da Biden: “Siamo uniti in difesa della democrazia e con il popolo dell’Ucraina”.

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, nel suo intervento alla Nato, secondo quanto riporta la Pravda Ucraina, ha chiesto armi: “Avete almeno 20.000 carri armati. L’Ucraina ha chiesto l’uno per cento di tutti i vostri carri armati. Dateceli o vendeteceli. Ma non abbiamo una risposta chiara”. Zelensky ha spiegato che i mezzi servono per “sbloccare le nostre città, dove la Russia tiene in ostaggio centinaia di migliaia di persone, creando artificialmente la fame, distruggendo letteralmente i quartieri residenziali nelle ceneri”.

Durante il vertice della Nato a Bruxelles, “molti” leader hanno ritenuto che “la Cina debba assumersi le proprie responsabilità nella comunità internazionale” e che sarà necessario “continuare a chiedere alla Cina di non sostenere la Russia nella sua aggressione”. Da Pechino la risposta arriva dal portavoce del ministero degli Esteri, che accusa il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg di “diffondere disinformazione”: “Accusare la Cina di diffondere false informazioni sull’Ucraina è di per sé diffondere disinformazione. La posizione della Cina è coerente coi desideri della maggior parte dei Paesi e qualsiasi accusa e sospetto ingiustificato contro la Cina sarà sconfitto”. I media cinesi accusano gli Stati Uniti di trarre profitto dalla guerra in Ucraina, e puntano il dito contro gli Usa e la Nato per non avere prodotto azioni concrete per porre fine al conflitto, accentuando, invece, le contraddizioni e producendo un’escalation. In un durissimo editoriale, il tabloid di Pechino Global Times, su posizioni agguerrite in tema di politica estera e difesa della sovranità della Cina, sottolinea che Washington “non vuole veri colloqui di pace”, mentre il presidente Usa, Joe Biden, è in Europa per i summit della Nato e del G7.