Una giornata di festa tra cultura, gastronomia e tanto altro. La festa della collettività è tornata e si prepara già per una prossima edizione a settembre. Tanta la voglia di stare insieme dopo il periodo della pandemia

di Matteo Forciniti

Un successo straordinario oltre ogni aspettativa. “La Festa che ci unisce, Calabria celebra Italia” ha invaso il centro di Montevideo in una calda e gioiosa domenica autunnale che resterà impressa nei cuori di molti. C’era davvero tanta attesa per quella che è ormai diventata la festa della collettività italiana in Uruguay alla sua seconda edizione dopo quella del 2020 che era arrivata come un boomerang prima di essere interrotta dal Covid. Durante questi due anni di pandemia le associazioni hanno sofferto enormemente, ecco perché la festa di domenica è stata accolta come una sorta di liberazione, l’inizio di un qualcosa di nuovo partito (è bene sottolinearlo) dallo sforzo dell’Associazione Calabrese che è riuscita a coinvolgere altri gruppi per un’iniziativa totalmente autofinanziata dal basso. “La Festa che ci unisce” ha dimostrato ancora una volta che un altro cammino è possibile al di là delle istituzioni ufficiali italiane rinchiuse nei palazzi e avvolte dalla propaganda politica.

Cultura, gastronomia, musica, balli, giochi, libri e diffusione e poi anche tanta amicizia ritrovata: c’è stato tutto questo e tanto altro ancora lungo la calle José Enrique Rodó all’angolo con Juan D. Jackson, la via che ospita la sede dei calabresi chiusa al traffico per l’occasione e colorata dai tricolori che hanno invaso tutto tra pizze, arancini, pasta, dolci e gelati. 

Tredici sono state le associazioni regionali che hanno aderito all’iniziativa con un proprio stand tra cui: Comitato delle Associazioni Venete in Uruguay (Cavu), Associazione Emiliano Romagnoli Emigrati in Uruguay (Aereu), Federazione Lucana dell’Uruguay, Associazione Vietrese, Collettività Satrianese San Rocco, Associazione Lauria, Circolo Lucano, Fratellanza Italiana, Circolo Trentino di Montevideo, Figli della Toscana, Aercu (Associazione Emigrati Regione Campania in Uruguay) e poi ancora la Cámara Mercantil Uruguay-Italia e la Scuola Italiana di Montevideo. Oltre agli organizzatori della Calabrese uruguaiana, c’è stata anche la partecipazione speciale del gruppo Calabrese di Buenos Aires. L’evento ha avuto come sponsor Gente d’Italia e si è avvalso del patrocinio dell’Ambasciata italiana, dell’Istituto Italiano di Cultura, del Dipartimento di Cultura della Intendencia di Montevideo e del Municipio B.

Molto nutrito è stato il programma sul palcoscenico dove si sono esibiti: Coro Gioia, Coro Voci e Pensieri di Efasce, Gruppo di danza della Calabrese di Buenos Aires, l’orchestra e il coro del centro culturale Vissi d’Arte, il duo Enrique Gomez e Gabriela Richieri, Cono Vallone e il gruppo di danza Stelle Campane di Aercu.

“La risposta del pubblico è stata eccezionale, ha superato anche quella della scorsa edizione”. Così Nicolas Nocito, uno degli organizzatori, al termine di una lunga e faticosissima giornata che ha lasciato un sapore speciale e una promessa: “La gente ci ha chiesto di ripetere la festa a settembre, in primavera, per renderla così un appuntamento fisso due volte all’anno. L’impegno da parte nostra c’è, vedremo se gli altri ci accompagneranno ma siamo ottimisti. Questa è diventata la festa di tutta la collettività, di tutte le associazioni. Ci riempie di enorme soddisfazione aver raggiunto questo risultato”. “La nostra associazione” -hanno dichiarato i membri della commissione direttiva della Calabrese intervenuti sul palco- “lavora attivamente per l’unione di tutta la collettività italiana. Le porte della nostra sede sono sempre aperte per tutti coloro che hanno a cuore l’Italia”.

“La festa di oggi è un segnale della ripresa che stavamo tutti tanto aspettando” ha affermato l’ambasciatore Giovanni Iannuzzi nel suo saluto aggiungendo: “Oltre a complimentarmi con gli organizzatori vorrei sottolineare il carattere unitario dell’evento che è stato possibile grazie alla collaborazione delle associazioni. Questo ci dimostra la forza dell’unità, una cosa di cui c’è grande bisogno soprattutto nei momenti difficili”.

Nel corso della giornata ci sono state anche due premiazioni nei confronti di tre persone. A Ricardo Pascale, economista e accademico di origine lucana, è stato conferito il premio Cuccari come una delle eccellenze italiane all’estero. “Questo premio mi riempie di orgoglio e mi da un ulteriore stimolo a migliorare il mio lavoro di ricerca portato avanti sempre con grande amore verso il mio sangue italiano” ha dichiarato. Un premio diverso, incentrato sulla realtà locale, è stato invece quello che hanno ricevuto dagli organizzatori Renato Palermo e Filomena Narducci, i due rappresentanti storici della collettività: “Al di là delle loro differenze queste due persone hanno lavorato nel corso degli anni per il bene della collettività e per questo meritano di essere omaggiate”. “L’evento di oggi era assolutamente necessario, la gente ha voglia di unirsi quindi mi auguro che questa sia solo la prima di una serie di iniziative che possano partire dalle associazioni che sono il motore della collettività” ha commentato Palermo in conclusione del suo mandato come rappresentante uruguaiano nel Cgie (Consiglio Generale degli Italiani all’Estero). Per la Narducci, ex membro del Comites e del Cgie, “Iniziative come queste sono molto importanti perché coinvolgono i giovani e la collettività quindi vanno semplicemente applaudite anche perché si basano su uno spirito di unione che noi dobbiamo sostenere. A mio modo di vedere la festa è un’occasione di visibilità, una finestra sulla società uruguaiana per mostrare i diversi tratti dell’immigrazione italiana”.

IL VIDEO DELLA GIORNATA