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Franco Esposito

Lei, ventitré anni, pallavolista della nazionale italiana, e innanzitutto donna. Una donna vittima di uno stalker, in una forma così pressante, asfissiante, interminabile, da parte di un uomo che evidentemente concepisce lo stalker come una professione. Un esercizio praticato negli anni, senza soluzione di continuità. 

Un’ossessione per Alessia Orru, la vittima dal 2019, allora con tanto di arresto del promotore finanziario Angelo Persico, novarese di cinquantacinque anni, Lo stalker si è ripresentato a distanza di tre anni. Una torva apparizione. Ma l’incubo, per Alessia Orru ora dovrebbe essere finito. 

“La violenza va sempre denunciata, non abbiate paura”, l’appello che la pallavolista indirizza alle donne vittime vere o potenziali di stalker. 

Alessia Orru si è servita anche dei social per sollecitare le donne ad agire, a darsi da fare, a non subire. “Ciao a tutti, mi sento in dovere come atleta e personaggio pubblico di condividere con voi quello che ormai piano piano sta uscendo ovunque…”. 

Un lungo appello quello della giovane donna ora fuori dell’incubo. “…Vorrei dare l’esempio non solo dentro il campo, ma anche e soprattutto fuori, aiutare tutte le persone che hanno o stanno passando questo momento difficile come è successo a me in passato e in questo ultimi periodo…”. 

Che cosa le è successo? Intanto, proprio per non risvegliare i morbosi istinti del suo stalker, per tre anni aveva evitato di raccontare pubblicamente quanto era stata costretta a subire. “Il momento più brutto è stato quando pensavo che fosse tutto finito. Poi l’ho visto al termine dell’allenamento, me lo sonio ritrovato di fonte”. 

Il promotore finanziario stalker incorreggibile è tornato libero ad agosto 2021, dopo una condanna a un anno di domiciliari. Passati pochi mesi, ha ricominciato a perseguitare Alessia Orru, che ha in pratica la stessa età delle figlie dello stalker. Due mesi di messaggi continui e deliranti su Instagram. “Ti amo”, a seguire raffiche di insulti e minacce, ignorati dalla palleggiatrice della nazionale italiana. E via con la seconda querela esposta da Alessia. Ma lui, imperterrito, non ha smesso mai di perseguitarla. L’ultima volta mercoledì pomeriggio. 

Quando i carabinieri hanno bloccato Angelo Persico nel bar del palazzetto dello sport di Monza. Da qui la schiacciata definitiva della pallavolista sui social per ringraziare tutti quelli che gli sono stati vicini in questi mesi. “…ragazze e ragazzi, siate coraggiosi, soprattutto quando ci si rende conto che il passato potrebbe tornare nel presente, ma vi posso assicurare che sarebbe ancora più difficile affrontarlo da soli”. Poi, i  ringraziamenti. “Innanzitutto ai carabinieri che mi hanno protetta in questo cammino, rendendosi sempre disponibili in ogni occasione. Un ringraziamento speciale va alla mia società, Vero Volley Monza, che mi ha sostenuta e aiutata ad affrontare questo brutto episodio, tutelandomi in ogni occasione”. 

Il passato aveva procurato forti sofferenze a Valentina Orru. “Ti ammazzo”, “Ti uccido”, le reiterate volgarità dello stalker. E i post che ancora sono leggibili sul profilio Facebook di Persico, pieno di foto delle pallavolista e di dediche martellanti, ossessive, I precedenti inducono a pensare che il soggetto ce l’abbia nel sangue lo stalker. Persico denunciato da due altre donne tra il 2017 e il 2018, con le stesse accuse, Ma ha fatto addirittura di più, disobbedendo ai divieti di avvicinamento. La commessa di un supermercato, da lui presa di mira, raggiunta dal bancario in possesso di due coltelli. 

Dopo sei mesi di libertà dall’ultima condanna, a febbraio il bieco stalker aveva ricominciato con i messaggi indirizzati ad Alessia su Instagram con decine di fake diversi. “Sei la mia vita”, “Ti sposo”. Messaggi puntualmente ignorati dalla pallavolista trasformati in cupe minacce. “Scappa scappa col motoscafo, nascondendoti dietro al cappellino, ma ora non mi sfuggi più”. E ancora, ancora, “Buongiorno amore  mio. Questa sera cucino io. La doccia è un po’ piccolina, ma  ci stringiamo vicini vicini. Perchè vuoi lasciarmi solo questa notte? Puoi fare di me ciò che vuoi, sono tuo”. 

Un crescente delirio. Parole e frasi di un folle posseduto dal demone dello stalker. “Vuoi sposarmi? Te lo chiedo in ginocchio davanti a Dio e agli uomini”. 

Ma più lei lo  evitava, più il bancario novarese alzava il tiro. I carabinieri della compagnia di Monza, diretti dai comandanti Emanuele D’Onofri e Luca Romano, hanno dovuto agire con energica drastica azione: attivato il codice rosso e istituito un dispositivo di vigilanza attorno alla pallavolista. 

La targa dell’Audi di Persico è stata inserita nel sistema di monitoraggio delle telecamere di videosorveglianza dei luoghi frequentati da Alessia. Monza e Villasanta, dove vive, e dove è scattato l’allerta. L’auto dello stalker si stava avvicinando alla pallavolista, per la prima volta dopo il precedente arresto. E proprio al bar del palazzetto dello sport, dove l’atleta si stava allenando, i carabinieri hanno attestato Persico. La Procura diretta da Claudio Gentile sta valutando se sopporlo a una consulenza psichiatrica. 

“Noi orgogliosi di lei”, scrive in una nota la società Vero Volley. “Alessia ancora una volta ha dimostrato il suo coraggio e il suo valore”, 

Certo, facile non è stato. Ma questa storia nella sua complicata complessità può servire da probante indicazione  su cosa e come farlo, per uscire da una disgrazia chiamata stolker. L’incubo in cui si è trovata a e per anni Alessia. Orru.