Si combatte duramente nell’acciaieria Azovstal, ultima roccaforte della resistenza ucraina a Mariupol. L’impianto industriale della città del Mar Nero, sarebbe stato “attaccato dagli invasori russi non solo con aerei e artiglieria, ma anche con carri armati che stanno cercando di sfondare”.

Lo ha riportato, ieri, l’agenzia di stampa Ukrinform citando un messaggio del consigliere del sindaco di Mariupol, Petro Andryushchenko, postato su Telegram, dove è stato pubblicato un video da cui si vede una nube di fumo nero alzarsi da ciò che resta dell’impianto industriale.

“L’inferno che è sceso sulla terra. Questo è ciò che Denis Pushilin (capo dell’autoproclamata Repubblica popolare di Donetsk. Nell’acciaieria “non ci sono più civili” e quindi “le nostre unità ora hanno le mani libere” aveva detto due giorni fa, ndr) intendeva per mani slegate”, ha scritto Andryushchenko.

“Ora l’Azovstal viene attaccata non solo dal cielo e con l’artiglieria, ma anche con i carri armati. Sul sito c’è un incendio”, ha precisato il consigliere.