di Andrea Iacomini

Nel mondo, almeno 13,6 milioni di bambini sotto i cinque anni soffrono di malnutrizione acuta grave, che provoca 1 decesso su 5 in questa fascia d’età. Attualmente, almeno 10 milioni di loro non hanno accesso al trattamento più efficace per la malnutrizione acuta, ovvero il cibo terapeutico pronto all’uso (RUTF). In pratica, 2 bambini su 3 che ne avrebbero bisogno.

Il numero di bambini colpiti da malnutrizione acuta grave era in aumento già prima che la guerra in Ucraina minacciasse di far ulteriormente sprofondare il mondo in una crisi alimentare globale, ma ora la situazione sta peggiorando: una combinazione di shock globali per la sicurezza alimentare in tutto il mondo – guidati dalla guerra in Ucraina, economie alle prese con la ripresa della pandemia e condizioni di siccità persistenti in alcuni Paesi a causa del cambiamento climatico – sta creando le condizioni per un aumento significativo dei livelli globali di malnutrizione acuta grave.

Ma non è tutto: secondo il nuovo Rapportolanciato dall’UNICEF, “Malnutrizione acuta grave: Un’emergenza per la sopravvivenza dei bambini” (Severe wasting: An overlooked child survival emergency), si prevede che il prezzo degli alimenti terapeutici pronti all’uso aumenterà fino al 16% nei prossimi sei mesi, a causa di un forte aumento del costo delle materie prime dovuto alla guerra. Questo potrebbe causare l’esclusione di ulteriori 600.000 bambini dall’accesso alle cure salvavita.

La malnutrizione acuta grave – in cui i bambini sono troppo magri per la loro altezza, con conseguente indebolimento del sistema immunitario – è la forma di malnutrizione più immediata, visibile e pericolosa per la vita.

L’Asia meridionale rimane l’epicentro della malnutrizione acuta grave, dove circa 1 bambino su 22 ne è colpito, il doppio rispetto all’Africa subsahariana. Nel resto del mondo, i Paesi si trovano ad affrontare tassi elevati di malnutrizione acuta grave. In Afghanistan, per esempio, si prevede che quest’anno 1,1 milioni di bambini soffriranno di malnutrizione acuta grave, quasi il doppio rispetto al 2018. La siccità nel Corno d’Africa potrebbe comportare un rapido aumento del numero di bambini colpiti da malnutrizione acuta grave, da 1,7 a 2 milioni, mentre nel Sahel si prevede un aumento del 26% rispetto al 2018.

Secondo l’UNICEF, anche i Paesi in relativa stabilità, come l’Uganda, hanno registrato un aumento del 40% o oltre della malnutrizione acuta fra i bambini dal 2016, per via dell’aumento della povertà e dell’insicurezza alimentare delle famiglie, che causano un’inadeguata qualità e frequenza della dieta per i bambini e le donne in gravidanza. Gli shock legati al clima, tra cui la grave siccità ciclica e l’accesso inadeguato all’acqua potabile e ai servizi igienico-sanitari, stanno contribuendo all’aumento di tali cifre.

Purtroppo, gli aiuti alla lotta contro la malnutrizione acuta rimangono drammaticamente bassi e si prevede che diminuiranno drasticamente nei prossimi anni.

Non c’è alcun motivo per cui un bambino debba soffrire di malnutrizione acuta grave, non quando abbiamo la possibilità di prevenirlo. Ma c’è davvero poco tempo prezioso per prevenire, individuare e trattare la malnutrizione prima che una situazione già negativa diventi molto, molto peggiore.