In carrozza. Alla ricerca del viaggio perduto su un treno storico per guardare e gustare dal finestrino prima e a terra poi, luoghi, sapori e panorami unici al mondo, tutelati dall’Unesco. Tutti a bordo del TrEno delle Langhe, Monferrato e Roero lungo percorsi riservati esclusivamente alle carrozze Centoporte delle Ferrovie Italiane che prestarono servizio tra gli anni 1928 e gli anni ’80 e ricordano concettualmente le fascinose diligenze e quando il bagno si chiamava “ritirata”.
Caratterizzate da numerose porte per ogni fiancata per facilitare la rapida salita e discesa dei passeggeri, hanno ancora i sedili interni in legno e offrono 78 posti per 24 esperienze, una più invitante dell’altra, da godere in questo triangolo magnifico di Piemonte durante l’estate, l’autunno e fino a Natale. Con sorprese dal sapore amarcord, come l’aperitivo di benvenuto servito da un’Ape Piaggio attrezzata a bancone di mescita. Fra le altre attrazioni dell’iniziativa la presenza a bordo dei landscape storymovers, attori di teatro che narrano sia in carrozza che sul territorio una volata scesi aneddoti, curiosità, informazioni come in una sceneggiatura teatrale portando il passeggero a vivere un’esperienza diversa che sta a metà tra una visita guidata e un palcoscenico da applaudire: le landscape storymovers experience emozionano infatti già solo ascoltando i racconti su chi e cosa ha reso grandi queste terre e in più assaggiando i prodotti enogastronomici tipici che sono il frutto del loro lavoro quando si va lungo i percorsi proposti.
Prossima partenza il 22 maggio per le Cattedrali sotterranee di Canelli (si parte da Torino Porta Nuova alle ore 9) e dopo una breve fermata a Torino Lingotto si prosegue per attraverso il magnifico scenario delle Langhe e del Monferrato, fino a Canelli. Ad attendere i TrEnoturisti nella stazione di Canelli un aperitivo a base di spumante del Consorzio dell’Asti Docg per poi iniziare la scoperta della città di Canelli accompagnati sempre dai landscape storymovers. Siamo nella capitale italiana dello spumante dove, nel 1865 è nacque l’Asti spumante a opera di Carlo Gancia, famosa soprattutto per le sue cantine di invecchiamento dei vini, vere e proprie Cattedrali sotterranee che si diramano sotto il paese, capolavori di architettura e ingegneria enologica, dove milioni di bottiglie sono lasciate a fermentare alla temperatura costante di 12–14 gradi assumendo gli aromi e i sapori tipici dello spumante e dei vini. Si entra in un’affascinante realtà respirando il profumo del legno delle botti, ascoltando il silenzio del sottosuolo di Canelli nei 20 km di gallerie scavate nel tufo. Qui milioni di bottiglie sono lasciate a invecchiare.
Canelli ha un impianto medioevale sorto intorno all’antica struttura che si è formata per stratificazioni successive attorno al Castello. La sua economia si basa sulla lavorazione dello spumante e del moscato conosciuti nel mondo con le molte storiche aziende vinicole come Bosca, Contratto, Coppo, Gancia e distillerie come Bocchino. Proprio da qui è partito il progetto che ha portato al riconoscimento dei paesaggi vitivinicoli delle Langhe-Roero e Monferrato come sito Unesco. Un territorio incredibilmente diversificato, da cui provengono prodotti tipici e pregiati come gli agnolotti del “plin”, il tartufo bianco di Alba e la carne di “fassona” piemontese, solo per fare alcuni esempi. Ma anche gli infiniti formaggi, tome e robiole per arrivare ai dolci. Sul palcoscenico delle proposte va in scena, il 12 giugno, La corsa delle botti a Nizza Monferrato con partenza sempre da Torino alle 9. Da non perdere.  
Il 19 giugno, il ricco calendario del TrEno a vapore, invita Su e giù per i sentieri pavesiani, ovvero sui binari verso Santo Stefano Belbo, il paese natale di Cesare Pavese (il 9 settembre 1908). Il TrEno partirà sempre al mattino da Torino Porta Nuova per fermarsi alla stazione del paese di Pavese dove sotto l’ala coperta, bellissima struttura in ferro nella piazza centrale, ci sarà un aperitivo a base di spumante Asti Doccg. E via all’escursione a piedi nei luoghi cari allo scrittore con un gustoso picnic in cima alla collina di Moncucco con musica dal vivo. Inoltre, scaricando l’applicazione MOM (Multimedia Outdoor Museum), in prossimità dei totem lungo il percorso, una notifica dell’app avviserà e accompagnerà il visitatore in un viaggio virtuale attraverso l’universo di Cesare Pavese e delle tradizioni di Langhe Roero e Monferrato.
Dopo l’aperitivo si procederà per il sentiero del Mito, percorso ad anello con una pendenza di 285 metri, per calarsi nel mondo delle suggestioni che animano da sempre l’immaginario degli abitanti di queste colline e che si ritrovano narrati, in maniera più o meno consapevole, dai grandi autori di questi territori. Durante il percorso, dopo un’oretta di cammino, guidati da un esperto in outdoor, si farà tappa per il pic-nic con musica al Santuario Madonna della Neve sulla collina di Moncucco, luogo panoramico descritto nelle opere Cesare Pavese, e incantevole. Nel cestino del picnic? Battuta di fassone, bergera di formaggi, agnolotti del plin, bunet, focaccia, grissini e vino. In compenso della camminata. E tra sorsi, percorsi e discorsi il treno prosegue le sue “gite teatrali” con tappe al palio (ad Asti il 4 novembre) in pieno autunno, “tra il ribollir dei tini” (a Castagnole il 16 ottobre) e fino a dicembre con la fiera del tartufo (ad Asti 5 novembre) e il bagna càuda day (a Nizza Monferrato 20 e 27 novembre).
Dal vino al pane per due giorni dedicati al mondo dei cereali nelle valli e nei campi di Monghidoro, città natale di Gianni Morandi (fra Bologna e Firenze) che oggi e domenica 22 maggio ospitano la terza edizione di Forni & Fornai.e, festival nato per conoscere, celebrare e  mettere in discussione uno degli alimenti base della nostra nutrizione. Incontri, laboratori e seminari – a pagamento e non -, ma anche concerti (da non perdere all’alba di domani Il Maggio, la ballata popolare per violini che suona nella valle come augurio per la fioritura del grano), passeggiate per confrontarsi e celebrare insieme il valore che i Grani Alti hanno per l’ambiente, l’economia del territorio e la salute delle persone. Le due giornate, infatti, organizzate dalla Comunità Slow Food del Grano dell’Alto Appennino tra Bologna e Firenze, rappresenteranno un’occasione di incontro e scambio per chi quotidianamente contribuisce alla filiera del grano – dalla coltivazione dei campi alla macinazione della granella, fino ad arrivare alla panificazione, lavoro artigiano tramandato da secoli – e per tutti coloro che sono interessati a modelli di produzione di cibo sostenibili. E appetibili.