DI MARIELLA PALAZZOLO

La settimana scorsa il Senato americano ha respinto la conversione in legge della famosa sentenza ‘Roe contro Wade’, sentenza con la quale la Corte Suprema, nel lontano 1973 sancì il diritto all’aborto a livello costituzionale. Il tema è tornato alla ribalta delle cronache anche a causa della recente bozza di sentenza del Giudice Samuel A. Alito jr che mette in discussione questo diritto. Già il fatto che una bozza di sentenza sia trapelata è un problema di per sé, una violazione senza precedenti del protocollo della Corte Suprema, anzi della sua secolare riservatezza. Ma cosa accadrebbe se la bozza del giudice Alito diventasse definitiva? Che l’aborto diverrebbe illegale in tutti gli Usa? Non sembra così, ma è certo è che l’aborto non avrebbe più protezione costituzionale e gli Stati, quindi, potranno legiferare senza vincoli, in qualunque direzione questi vorranno muoversi. Ci sarebbe quindi una pericolosa disomogeneità: in Texas l’aborto diverrebbe illegale, mentre a New York si potrebbe continuare ad abortire. Questa sperequazione potrebbe – e probabilmente dovrebbe – essere sanata da un’azione legislativa del Congresso, qualora o a maggioranza semplice (forse) o a maggioranza qualificata con legge costituzionale (di sicuro) quest’ultimo decidesse riportare il tema nella giurisdizione federale. Il risultato del recentissimo voto al Senato non è confortante: 49 sono stati i voti a favore e 51 i contrari, mentre ne sarebbero stati necessari 60 per l’approvazione della conversione in legge.

Ma cosa ne pensano gli Americani? Ci viene in aiuto il solito Pew Center che, con la ricerca dal titolo ‘America’s Abortion Quandary’, cioè ‘Il Dilemma Americano sull’Aborto’ cerca di raccontare le importanti sfumature dell’opinione pubblica su questo intricatissimo tema.  Il sondaggio è stato condotto dal 7 al 13 marzo 2022 – dopo le arringhe pubbliche della Corte Suprema in un caso che metteva in discussione la sentenza ‘Roe v. Wade’, ma prima della pubblicazione, il 2 maggio, della famigerata bozza di sentenza.

Il risultato della ricerca si può sintetizzare così: la maggioranza degli americani sostiene che l’aborto dovrebbe essere legale in tutti o nella maggior parte dei casi, ma molti, anche se favorevoli, pensano che si possano introdurre delle limitazioni; molti oppositori dell’aborto legale sostengono che dovrebbe essere legale solo in alcune circostanze. Questo risultato contraddice la vulgata sul dibattito sull’aborto in America, che viene spesso inquadrato come ‘binario’, con i pro-vita da una parte, che cercano di vietarlo, e i pro-scelta dall’altra, che si oppongono a qualsiasi restrizione legale. Approfondiamo qualche dato: quasi un adulto su cinque (19%) sostiene che l’aborto dovrebbe essere legale in tutti i casi, senza eccezioni. Un numero inferiore (8%) afferma che l’aborto dovrebbe essere illegale in tutti i casi, senza eccezioni. In linea con le posizione espresse in passato, e che potrete leggere sintetizzate qui, sono più numerosi gli americani che affermano che l’aborto dovrebbe essere legale in tutte o quasi tutte le circostanze (61%) che illegale in tutte o quasi tutte le circostanze (37%). Ma per molti versi, l’atteggiamento del pubblico dipende soprattutto dalle circostanze, ad esempio se la gravidanza mette in pericolo la vita della donna e se il bambino va incontro a gravi problemi di salute. Molti fattori giocano invece verso posizioni tutt’altro che ‘binarie’: ad esempio, più della metà degli americani che sono sostanzialmente favorevoli– cioè quelli che affermano che dovrebbe essere legale nella ‘maggior parte’ o in ‘tutti’ i casi – dicono anche che il momento dell’aborto (cioè a che punto è la gravidanza) dovrebbe essere un fattore che ne determina la legalità (56%). La stessa percentuale di persone afferma che i medici dovrebbero essere obbligati a ottenere il consenso di un genitore o di un tutore prima di eseguire un aborto su una minorenne (56%). Circa un terzo dei ‘sostanzialmente favorevoli’ (33%) sostiene che l’affermazione “la vita umana inizia al momento del concepimento, quindi un feto è una persona con dei diritti” descrive almeno “in parte” il proprio pensiero. Tra gli oppositori quasi la metà (46%) afferma che dovrebbe essere legale se la gravidanza minaccia la salute o la vita della donna, mentre il 27% sostiene che l’aborto dovrebbe essere illegale anche in questa circostanza. Ma, sarebbero più aperti a considerarne la legalità (il 36%) se la gravidanza è frutto di uno stupro, con il 27% che dice ‘dipende’ e il 37% che si dichiara contrario. Punto e basta. Inoltre, il sondaggio rileva una distinzione tra l’opinione degli americani sull’aborto in termini morali e in termini legali. Molti (47%) considerano l’aborto moralmente sbagliato nella maggior parte o in tutti i casi, ma dovrebbe comunque essere legale. E mentre il 57% afferma di ritenere che leggi più severe sull’aborto ridurrebbero il numero di aborti praticati negli Stati Uniti, percentuali simili o maggiori affermano che un maggiore sostegno alle donne incinte (65%), una maggiore diffusione dell’educazione sessuale (60%) e un maggiore sostegno ai genitori (58%) avrebbero lo stesso effetto.

Il punto chiave però è fino a quale momento della gravidanza si possa eseguire: i dati del sondaggio mostrano che, con l’avanzare della gravidanza, cresce l’opposizione e diminuisce il sostegno all’aborto legale. Fino a 6 settimane, il consenso è molto alto, mentre a 14 settimane, la percentuale di chi dice che l’aborto dovrebbe essere legale scende al 34%.

L’appartenenza politica quanto incide, o quanto è specchio delle varie posizioni? Come prevedibile Esistono ampie differenze tra le opinioni dei democratici e dei repubblicani sull’aborto. I democratici sono molto più propensi dei repubblicani a dire che l’aborto dovrebbe essere legale nella maggior parte o in tutti i casi, mentre i repubblicani sono più propensi dei democratici a dire che dovrebbe essere illegale nella maggior parte o in tutti i casi. E in ogni scenario specifico richiesto dal sondaggio – comprese le situazioni nelle quali la gravidanza minaccia la vita o la salute della donna, o se la gravidanza è il risultato di uno stupro – i Democratici sono più propensi dei Repubblicani a dire che l’aborto dovrebbe essere legale.

Circa la metà dei democratici e circa due terzi dei repubblicani affermano che lo stadio della gravidanza dovrebbe essere un fattore determinante per la legalità dell’aborto.

La fuga di notizie dalla Corte Suprema, in un’America tornata a infiammarsi sui diritti civili, due anni dopo le marce di Black Lives Matter, è stata dirompente. Cosa succederà adesso? La decisione della Corte è attesa tra un paio di mesi, a meno di cinque dalle elezioni di midterm per il rinnovo del Congresso. I tempi sono importanti, perché questa battaglia su questo diritto delle donne, in pieno stile anni ’70, può risultare decisiva nelle prossime elezioni, e forse rimettere in discussione i pronostici fatti finora e che vedono una vittoria a valanga dei conservatori. Oppure, come dicono altri l’America di Trump attende il suo trionfo?