Dieta mediterranea (Depositphotos)
di Domenico Letizia

Il Future Food Institute, la rappresentanza italiana della Commissione europea e il Comune di Pollica tornano a rilanciare l’attenzione sui valori della Dieta mediterranea e il rapporto con la filiera ittica. In occasione dell’anniversario dell’apertura del Campus Paideia di Pollica, il 22 maggio, giornata mondiale della biodiversità, si sono avuti una serie di incontri, seminari e workshop importanti sul tema della rigenerazione ecologica integrale, per lavorare sull’obiettivo di trovare una via d’uscita dalla crisi che stiamo vivendo, una modalità di pensare all’esistenza attuale che non sia solo concepita come una privazione, ma un’opportunità per creare uno scenario ambientale, sociale ed economico migliore.

Esperti da tutto il mondo, studenti e giovani innovatori, leader industriali e politici, agricoltori, scienziati, rappresentanti delle Nazioni Unite e giornalisti, si sono dati appuntamento nel cuore del Cilento per condividere visioni e buone pratiche, diffondere le opportunità e le azioni che la “Next Generation Eu” sta mettendo in atto per rigenerare l’Europa, motore del cambiamento ed equilibrio del mondo. Al centro di tali dinamiche ritroviamo il Mediterraneo e la cultura del mare vissuta dalla comunità del Cilento. L’azzurro mare che bagna le coste del Cilento è un vero e proprio hotspot di biodiversità, che ospita ben il 18 per cento della diversità globale delle specie marine, e custodisce gelosamente le tracce di antiche rotte commerciali tra i popoli che abitavano le sue coste.

Tuttavia, il cambiamento climatico, il riscaldamento globale e la contaminazione da plastica e altri materiali minacciano l’eccezionale rete ecologica che ospita. Inoltre, nel mondo globalizzato e “oscuro” della pesca e del commercio di proteine blu, anche i mezzi di sussistenza dei piccoli pescatori costieri sono messi in discussione. Il loro ruolo deve essere rivalutato in modo che possano tornare ad essere custodi del patrimonio naturale marino e testimoni vitali di tradizioni e culture marittime incentrate sulla gestione sostenibile delle risorse marine. Grazie agli eventi legati alla Dieta mediterranea, che si stanno svolgendo nel Cilento, si è avuto un importante momento di approfondimento che ha coinvolto politici, ricercatori, esperti e pescatori, per costruire insieme azioni rigenerative per un patrimonio naturale e culturale troppo spesso sottovalutato.

Hanno approfondito l’idea e le nuove opportunità di valorizzazione del mare e della filiera ittica Sara Roversi, presidente Future Food Institute; Marco Rizzo, sindaco del Comune di Castellabate; Stefano Pisani, sindaco Comune di Pollica; Vito Borrelli, vicedirettore della rappresentanza della Commissione europea in Italia e in collegamento online Cinzia Scaffidi, giornalista e docente; Silvestro Greco, dirigente di ricerca presso l’Istituto nazionale di biologia, ecologia e biotecnologie marine “Anton Dohrn” e Giuseppe Palma, segretario generale di Assoittica Italia. Durante i lavori, si sono affrontate le contemporanee strategie di sviluppo per le aree marine protetteelaborando un workshop con i rappresentanti del settore ittico locale per identificare problematiche e sviluppare soluzioni nell’ambito della Blue Economy e della pesca sostenibile.

Durante i lavori, Giuseppe Palma, segretario generale di Assoittica Italia, ha lanciato anche l’avvio del progetto “La Settimana dell’Ittico” che vede coinvolti numerosi istituti alberghieri dislocati su tutto il territorio nazionale (Cagliari, Ferrara, Modica, Polignano a Mare, Prato, Roma, Santa Cesarea Terme, Sorrento, Spoleto, Teramo e Torino) che nel corso della settimana effettuarono approfondite, innovative ed esclusive lezioni sulle opportunità provenienti dalla filiera ittica e dal Mediterraneo.