Proiezione a Salto

di Matteo Forciniti

C’è tanta natura ma anche tanta nostalgia in “Bosco”, il film della regista italouruguaiana Alicia Cano Menoni ambientato in un paesino della Lunigiana che è arrivato in Uruguay dopo tanta attesa. Presentato alla stampa lunedì mattina presso la Cinemateca Uruguaya a Montevideo, il documentario cooprodotto Mutante Cine e MyBossWas sarà distribuito nelle sale a partire da giovedì al culmine di un tour nell’interno del paese organizzato con la collaborazione dell’Istituto Italiano di Cultura.

È stato un lungo viaggio durato 13 anni quello intrapreso dalla regista originaria di Salto alla scoperta delle proprie origini familiari che l’ha portata a realizzare questo lavoro, una testimonianza intima e profonda di un pezzo di storia familiare segnata dall’emigrazione. Le immagini catturate dalle diverse videocamere nel corso del tempo ci raccontano una storia coinvolgente che dalla Toscana all’Uruguay, dall’America a Salto lega il racconto di una famiglia e di una comunità dove si intrecciano ricordi e favole, gioie e sofferenze. Il protagonista di “Bosco” è il nonno di Alicia, Orlando Menoni, scomparso nel 2020 a 103 anni. Pur non avendoci mai messo piede, il nonno Orlando sapeva tutto di quel paesino magico circondato dagli alberi che raccontava continuamente ai nipoti come prima era stato fatto a lui. “Se chiudo gli occhi vedo il bosco” dice il protagonista nella frase più emblematica durante una visita dall’oculista.

“Questo è un film che parla dell’appartenenza e delle origini anche come qualcosa proiettata al futuro” racconta sempre sorridendo Alicia Cano al termine della conferenza stampa. “Farlo vedere qui in Uruguay e in particolar modo a Salto per me è un modo affinché ogni persona, ogni discendente, si possa connettere con il proprio Bosco, la propria storia. Io vedo il film come un’opportunità per poter creare un dialogo tra noi e il nostro passato anche per poter continuare a pensare al nostro futuro”.

Il tour delle presentazioni nell’interno del paese ha fatto tappa anche a Paysandú e Colonia partendo, inevitabilmente, da Salto dove tutto è cominciato nel giardino della casa dei nonni: “Abbiamo ricevuto un’accoglienza pazzesca e abbiamo dovuto dare due proiezioni con più di mille spettatori al Teatro Larrañaga dato che in poche ore si sono esauriti subito gli ingressi gratuiti per il pubblico”.

“Bosco” è stato presentato per la prima volta nel 2020 in Olanda all’IDFA, il più grande festival di documentari al mondo. Da allora ha ricevuto diversi riconoscimenti tra l’Europa e il Sud America: in Italia ha ricevuto il premio speciale della giuria al Festival dei Popoli ed ha ottenuto il titolo di miglior film al Nuovi Mondi Festival e al Fluvione Film Festival nella sezione Appennino Doc.

Alicia Cano