Sergei Lavrov (Depositphotos)

Nervi tesi tra Mosca e Roma. Non bastavano i già logori rapporti tra i due Paesi a causa della guerra in Ucraina. A gettare (nuova) benzina sul fuoco ci ha pensato, ieri, il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov, con un post al fulmicotone pubblicato sul social network “VKontakte”.

Nel mirino è finita l’emergenza sanitaria scatenata dalla pandemia e, in particolare, la missione russa anti-Covid del 2020 in Italia. Il Cremlino punta il dito contro quello che viene giudicato un tentativo, da parte dei media italiani, di dipingere quella missione come “un’operazione di spionaggio”.

“In meno di due anni – scrive, non a caso, il ministero russo – il nostro aiuto è stato dimenticato. Sembra che le nostre controparti italiane abbiano una memoria di breve durata”. Secondo i rappresentanti del governo moscovita: tale “linea di comportamento” ritenuta “così servile e miope” non solo “danneggia le nostre relazioni bilaterali, ma dimostra anche la moralità di alcuni rappresentanti delle autorità pubbliche e dei media italiani”.

Nel post pubblicato sul social network, come riporta l’agenzia di stampa Tass, si legge, in particolare, che lo scorso 9 maggio “il canale televisivo pubblico italiano Rai 3 ha trasmesso un servizio in cui si affermava che nell’aprile-maggio 2020 gli epidemiologi russi non stavano combattendo un’epidemia di coronavirus in Italia” bensì “stavano spiando le forze Nato e le strutture militari” nel Paese.