(Depositphotos)

Plichi arrivati con ritardo e poca informazione: a ridosso della scadenza referendaria che ha visto gli italiani in Patria e all’estero votare cinque quesiti sulla “giustizia giusta”, il deputato di Fratelli d’Italia Andrea Delmastro Delle Vedove ha presentato una interrogazione al ministro degli esteri Di Maio per denunciare “una vicenda gravemente lesiva dei diritti degli italiani residenti all’estero“.

“A molti dei nostri connazionali fuori dalla Penisola – scrive il deputato nella premessa – non risulta essere pervenuto l’insieme dei plichi utili ai fini del voto del referendum sulla giustizia del 12 giugno 2022, lamentando di non poter così esprimere il proprio diritto di voto sancito dal comma 3 dell’articolo 48 della Costituzione; la mancata copertura nella distribuzione del materiale elettorale risulta essere particolarmente consistente in questa tornata elettorale, a cui sono seguite numerose lamentele da parte dei cittadini italiani di tutte le nazioni”.

“Si è registrata, inoltre, – aggiunge Delmastro – un’anomala mancanza di copertura mediatica circa la tornata referendaria, comportando la quasi totale disinformazione degli italiani all’estero sulla stessa; nonostante numerose segnalazioni operate da diversi consiglieri presenti nel Consiglio generale degli italiani all’estero, non si comprendono le motivazioni di questa mancata pubblicizzazione, ponendo più che ragionevoli dubbi circa l’esistenza di reali problematiche di natura esclusivamente burocratica e amministrativa o di semplice disaffezione nei confronti della politica e che non vi sia stata, piuttosto, l’intenzionalità di limitare la partecipazione al voto”.

Il parlamentare, quindi, cita “i commi 2 e 3 dell’articolo 12 della legge istitutiva del diritto di voto degli italiani all’estero, legge 27 dicembre 2001, n. 459, i quali recitano rispettivamente “sulla base delle istruzioni fornite dal Ministero degli affari esteri, le rappresentanze diplomatiche e consolari preposte a tale fine dallo stesso Ministero provvedono alla stampa del materiale elettorale da inserire nel plico di cui al comma 3 e per i casi di cui al comma 5” e “non oltre diciotto giorni prima della data stabilita per le votazioni in Italia, gli uffici consolari inviano agli elettori che non hanno esercitato l’opzione di cui all’articolo 1, comma 3, il plico contenente il certificato elettorale, la scheda elettorale e la relativa busta ed una busta affrancata recante l’indirizzo dell’ufficio consolare competente; il plico contiene, altresì, un foglio con le indicazioni delle modalità per l’espressione del voto, il testo della presente legge e le liste dei candidati nella ripartizione di appartenenza di cui all’articolo 6″; il mancato ottemperamento a questi obblighi di legge si è tradotto, quindi, in una grave mancanza dello Stato il quale, ad avviso dell’interrogante, ha impedito l’esercizio di un diritto inalienabile di molti nostri connazionali residenti all’estero, trattandoli, di fatto, come cittadini di seconda categoria”.
Delmastro, quindi, chiede di sapere “quale siano le motivazioni poste alla base del ritardo nella consegna dei plichi contenenti il materiale elettorale agli italiani residenti all’estero” e “quale siano le motivazioni poste alla base della scarsa pubblicità delle votazioni referendarie nei confronti degli italiani residenti all’estero”