Matteo Salvini (foto depositphotos)

Il 7 a 4 delle comunali, con il ballottaggio che ha sorriso al centrosinistra (Pd in particolare), garantendogli la conquista di Comuni importanti come Verona e Catanzaro, ha spalancato la riflessione nel centrodestra, lasciandolo alle prese con una situazione paradossale: essere, sondaggi alla mano, palesemente maggioranza nel Paese ma poi non riuscire a capitalizzare il vantaggio che pure gli viene assegnato alle urne, come accaduto, appunto, nel capoluogo scaligero, pagando a caro prezzo la divisioni in corso tra Forza Italia, Lega e Fratelli d’Italia.

Da qui l’intenzione di parlarsi per provare a serrare i ranghi. Un po’ come accaduto ieri a Milano, dove il leader del Carroccio si è intrattenuto a lungo, a colloquio, a Palazzo Lombardia, con il governatore Attilio Fontana, il ministro dello Sviluppo Economico Giancarlo Giorgetti e il coordinatore regionale del partito Fabrizio Cecchetti. Sul tavolo un confronto sulle elezioni regionali del 2023. La prossima settimana, ha reso noto il partito, “la Lega farà il punto con consiglieri regionali, assessori e presidente Fontana sulla situazione e per individuare i prossimi obiettivi a partire da sanità, trasporti e lavoro”. La Lega ha quindi confermato “la volontà di preservare l’unità del centrodestra”.

Però poi, tornando sul futuro del Pirellone: “Fontana è il candidato naturale” ha ribadito, Salvini, come a voler agitare prima la carota e poi il bastone. Per la serie: in Lombardia, si riparte da un leghista. Punto. Con buona pace delle aspirazioni di Letizia Moratti che pure ambirebbe a quella poltrona, nelle file di Forza Italia. Insomma: il fronte resta caldo e il tanto sospirato compattamento fra le tre forze cardine del centrodestra, appare ancora una chimera. Non a caso, proprio per provare sì a serrare i ranghi ma anche per sgomberare il campo da eventuali equivoci circa la ricandidatura di Fontana, subito dopo l’incontro con il governatore e con Giorgetti, Salvini si è recato ad Arcore per incontrare Silvio Berlusconi. All’ordine del giorno, manco a dirlo, proprio la scelta della candidatura per il Pirellone.