di ROBERTO ZANNI
L’anno scorso Michael McKay ci ha impiegato 18 giorni 14 ore e 17 minuti. Una bella pedalata… Sì perchè Mr. McKay quelle quasi tre settimane le ha utilizzate per percorrere 3500 miglia che in chilometri sono ben 5632,7. Massacrante si potrebbe aggiungere senza essere smentiti. Ma questa è la ‘Bike Nonstop US’, competizione riservata a ciclisti, ma di quelli speciali: sono già partiti da Portland nell’Oregon, West Coast, l’altra settimana, il 19 giugno, sono attesi a Washington D.C. più o meno a metà luglio dopo aver attraversato 12 stati.
Al via quest’anno dovevano essere in 12, ma ne sono rimasti solo 10 tra questi c’è anche un italiano, Giampiero Monti, forlivese di 64 anni che quando non sale in bicicletta fa il dentista. Si pedala su un terreno misto, sono 16 tappe già definite, ma la caratteristica di questa corsa è che si sfida per primi soprattutto se stessi. È in solitaria, circa un terzo del percorso è previsto su piste ciclabili separate, il che vuol dire che i concorrenti non staranno in mezzo al traffico, se non agli incroci. Ma sono previsti anche 160 chilometri su ghiaia, oltre 800 su calcare frantumato su percorsi denominati Cowboy Trail, Katy Trail e GAP Trail e poi sterrato con i sentieri Wabash Trace e C&O Canal.
Ma questi percorsi differenti sono stati inseriti con l’unico scopo di aggiungere un valore paesaggistico oppure fornire un’alternativa più sicura. Prima della partenza sono stati indicati anche i tipi di pneumatici consigliati: da 32 a 40 millimetri. C’è anche la website della massacrante gara che offre in tempo reale il ‘live tracker’, la posizione dei ciclisti e al momento di scrivere, dopo 8 giorni di pedalate, Monti si trovava a 2454 miglia (3949 chilometri) dal traguardo, già percorse 1074 miglia (1728 chilometri). E se chi è attualmente al comando, Sherilyn Rudney 49 anni di Simi Valley in California sembra imprendibile (ha già pedalato per quasi il doppio della distanza percorsa da Monti), non ha nessuna importanza perchè questa è “la gara della vita” così l’ha descritta al momento di partire il dentista forlivese.
E la gara contro se stesso, è la pedalata che non ha eguali, da nessuna parte e non solo per la lunghezza che soltanto a immaginarla fa venire male alle gambe, alla testa, dappertutto. Perchè è la gara che per riuscire a concluderla non solo c’è bisogno ovviamente di gambe e una preparazione fisica particolare, ma serve coraggio, determinazione e una forza di volontà eccezionale. Ma il dottor Monti non è alla sua prima prova sulla lunghissima distanza. La passione per la bici l’ha cominciata ad avere nel 2000, poi da lì ecco che nel tempo si è aggiunta anche la voglia di pedalare contro l’impossibile, dalla North Cape 4000 alla Vienna-Barcellona fino alla ‘Due Vulcani’ dal Vesuvio all’Etna. Poi ancora l’anno scorso la ‘Italy Divide’, 1250 chilometri e più di 22.000 metri di dislivello proprio per preparare questa sfida impossibile.
Anche quelle sono tutte imprese da superman o superwoman, ma nessuna può essere paragonata alla ‘Bike Nonstop US’ fatta per chi davvero non ha paura di niente e di nessuno. Fatta per donne e uomini non forti, ma fortissimi come Giampiero Monti.