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Franco Esposito

In economia non sono versato. Nel senso che non mi intendo di finanza e quant’altro. Però leggo, deduco: faccio parte dell’ampia, larga, larghissima schiera di italiani in grande sofferenza. Noi afflitti, vessati, vinti dalla raffica di aumenti, uccisi dal caro vita. Detto ciò, passo all’attualità. Molto amara, decisamente spiacevole, una roba da far cadere le braccia. Cresce il tasso Euribor, le rate sui mutui saranno più care. “Io non mi sento italiano, ma per fortuna o purtroppo lo sono”, cantava ai tempi il mitico Giorgio Gaber. Ci sentiamo – credo un po’ tutti – basiti al cospetto del crollo dell’euro.

Riferisce La Stampa, storico quotidiano, e serio, che si stampa a Torino. “La moneta unica, l’euro, è ai minimi storici da venti anni, si avvicina la parità con il dollaro, il rischio recessione spaventa”. Giornata nerisima per le borse martedì’ 5 luglio 2022. Giù giù, praticamente affondato, anche il barile di petrolio, sceso sotto i cento dollari.

Come l’hanno presa gli Stati Uniti? La Casa Bianca progetta di correre ai ripari, vorrebbe togliere i dazi alla Cina.

Gli Stati Uniti si ritrovano infatti in tasca un super dollaro autentico schiacciasassi delle altre valute. La moneta europea è letteralmente precipitata fino alla chisuura a 1.026 dollari, Secondo gli analisti, la parità con l’euro è semplicemente una questione di tempo. Quelli che sanno, gli specialisti, autentici virtuosi nel campo economico, forte è il rischio di una recessione nei prossimi mesi.

La Bcc come intende regolarsi davanti alla prospettiva di un clamoroso default? L’euro debole rischia di compromettere i consumi, la debolezza della moneta unica verrebbe inteso come fattore di accelerazione della spirale inflazionistica. Allora? I consumi sono un rebus, la Bce può stringere ancora. Lo scenario diventa più cupo giorno fdop giorno. La Bnca Centrale Europea non sembra in grado, nel tempo, di affrontare la recessione in modo efficace.

Volano le esportazioni per lusso e auto, ma il resto? Viaggiare rappresenta un autentico salasso per le tasche degli abitanti dell’Unione. I preszzi sono andati alle stelle. Arranca maledettamente l’Europa, quasi su tutti i fronti, mentre gli Stati Uniti attraggono risorse. “L’incertezza nuoce agli investimenti in euro e rivaluta il dollaro dominatore dei mercati finanziari. L’unica ancora di salvezza è identificabile – fa notare Credit Agricole – negli investimenti sostenibili. Hanno fatto registrare signfiicativi incrementi da inizio anno a oggi.

Lo sconquasso sul mercato delle valute dipende essenzialmente da due componenti. La guerra in Ucraina e la poltiica sui tassi d’interesse. Più aggressiva quella della Fed. Il dollato si è rafforzato nei confronti dello yen giapponese (1,36 ora per un dollaro, minimo dal 1998) . E si è rafforzato pure verso il franco svizzero. Monete stabili, queste, “e rifugio abituale degli investitori”. Il dollaro ha tirato via il 18% allo Yen, il 13,5 alla sterlina, e il 13,2% all’euro.

L’ascesa del super dollaro è il risultato della politica su tassi d’interesse impostata da Jerome Powell, la Federal Reserve. La poderosa accelerazione viene attrbuita inoltre all’aumento de tassi di settantacinque punti base. Il prossimo intervento dovrebbe essere stretto parente del precedente: il costo del denaro verrebbe portato a 2,25%, se non di più.

Piazza Affari ha chiuso a meno 3%. Ma l’incubo della recessione ha investito tutte le borse europee. Francoforte, Parigi, e Milano, ovviamente. A fronte del tentativo della Casa Bianca di storncare la corsa all’inflazione, che sta riducendo non solo il potere d’acquisto degli statunitensi, ma anche i due anni di risparmi accantonati in due anni di pandemia.

Il calo della valuta Ue è imputabile al prezzo del greggio. L’aumento dei tassi non è sufficiente a bloccare (o frenare) l’inflazione. L’export italiano non dovrebbe soffrire, il rischio vero è costituito dal gas.

Possibile che si verichi una frenata? Gli economisti la ritengono fortemente probabile. Malgrado gli Stati Uniti arrivino alla recessione a medio termine e dopo l’Europa. Che rischia più dei tutti per la crisi del gas. In difficoltà l’industria manufatturiera italiana e tedesca. Washington divenrerebbe vittima della linea dura imposta dalla Fed per frenare l’inflazione galoppante.Emblematica sotto questo aspetto la giornata “da recessione” vissuta a Wall Street. lI Down Jones ha segnato un -1,46. L’oro è arrivato ai minimi da sette mesi a 1,764 l’oncia.

Uno studio di Moody’s evidenzia quanto segue: i 2,7 trilioni di dollari accontonati dalle famiglie stanno diventando una sorta di “bancomat per milioni di persone con stipendi che non riescono a stare al passo con l’inflazione”. I dati sull’impiego saranno diffusi oggi. Le previsioni parlano di 250mila posti in più. Meno del previsto. La disoccupazione dovrebbe attestarsi al 3,6%. Uno scenario con vista recessione.