di ROBERTO ZANNI
La storia è quanto mai accattivante, anche perché risale all’800. Un nome che ha fatto storia, e continua a farla: Francesco de Larderel. Nacque a Vienne in Francia, come racconta la Treccani, il 17 novembre 1789. Poi all’età di 25 anni il trasferimento a Livorno e negli almanacchi dell’epoca era descritto come un ‘chincagliere’, cioè venditore di chincaglie che erano piccoli oggetti, ninnoli. Ma Francesco de Larderel era un uomo ingegnoso e negli anni seguenti al suo arrivo in Toscana, sfruttando le risorse geologiche dei lagoni del Volterrano, sviluppò l’industria dell’acido borico, un antisettico. Grazie alla sua inventiva non solo accumulò un notevole patrimonio, ma ottenne anche un titolo nobiliare, divenendo il maggior imprenditore della Toscana granducale. Oltre duecento anni sono passati da quei momenti, si sono succeduti eredi e dall’acido borico è nato il Larderello Group, il cui stabilimento principale si trova proprio nella piccolissima frazione in provincia di Pisa che tra l’altro produce anche il 10% dell’energia geotermica mondiale e parte quelle terre sono di proprietà dell’Enel. Ma per tornare a Francesco de Larderel, i suoi discendenti e il Larderello Group oggi la società toscana è leader in diversi settori industriali grazie a una serie di brevetti internazionali: opera nel nucleare come nell’agricoltura, alimentare, farmaceutico e lubrificanti solo per nominare i principali settori. Rappresentante della tradizione italiana innovativa, opera in oltre 60 Paesi in tutto il mondo tra i quali anche l’Argentina e il Brasile, dove sono presenti due stabilimenti. E proprio nell’America Latina, Cile e Argentina in particolare, Larderello Group sta espandendo i progetti di agricoltura sostenibile puntando sullo sviluppo di prodotti biostimolanti che possano sostituire erbicidi, fungicidi e battericidi, creando in questo modo un minor impatto ambientale. Il gruppo italiano spende all’anno due milioni di euro per la ricerca e lo sviluppo avendo a disposizione un team multidisciplinare composto da scienziati e agronomi con l’obiettivo di incrementare l’aumento dei raccolti contemporaneamente a  una maggiore qualità delle colture attraverso appunto strategie che diventano ogni giorno più sostenibili. “Queste soluzioni biostimolanti – ha raccontato a Perfil l’area manager per l’America Latina Diego Longobucco – sono progettate per migliorare nello stesso momento rese e qualità dell’agricoltura. Dalla germinazione dei semi alla maturità: i nostri fertilizzanti speciali supportano l’intera vita utile delle piante fornendo i nutrienti di cui hanno bisogno per poter crescere più sane e forti. Le nostre soluzioni consentono agli agricoltori di tutto il mondo di ridurre progressivamente l’uso di sostanze chimiche adottando una visione a lungo termine per il futuro della terra”. E la crescita in Cile e Argentina dell’idea del Larderello Group si può toccare con mano attraverso la commercializzazione di quattro programmi per la gestione delle colture: Ennuvi, Foliflo, Folimac e Aces. Da qui nasce un’agricoltura più sana e made in Italy.