Luis Lacalle Pou (foto depositphotos)

Di Stefano Casini

Da quando l’attuale governo ha deciso di portare avanti un TLC (Tratado de Libre Comercio) con il gigante asiatico, ci son stati problemi ed elogi. Quando il precedente Presidente Tabaré Vázquez decise di portare avanti un TLC con gli Stati Uniti e con la stessa Cina, il mondo politico si divise anche perché i paesi del MERCOSUR, per Costituzione, devono decidere soltanto all’unanimità ogni passo da intraprendere. Con l’attuale passo fatto dal Presidente Lacalle Pou, non è cambiato nulla?

Nell’ultima riunione dei Capi di governo del MERCOSUR ad Asunción, dove nacque il blocco economico nel 1991, le posizioni prese dall’Argentina, Paraguay e Brasile, sono state diverse.

Da un lato, il Presidente argentino Alberto Fernández, ha adottato, appena conosciuta l’intenzione del governo uruguaiano di fare un TLC con la Cina, una posizione intransigente. “Chi vuole fare un trattato con un altro paese senza l’autorizzazione di tutti i soci, potrá andarsene dal MERCOSUR“, un atteggiamento durissimo che sembra piú un capriccio che una posizione. Questa situazione ha anche provocato alcuni problemi diplomatici tra Uruguay e Argentina.

Dal canto suo, per il Paraguay, é tutto piú difficile. Nel 1949, la Cina pose fine a una lunga guerra civile con la vittoria dei comunisti, guidati da Mao Zedong, sui repubblicani nazionalisti, guidati da Chiang Kai-shek, che fuggirono e istituirono il proprio governo sull’isola di Taiwan.

70 anni dopo, la situazione di stallo tra i due stati continua, sia con la pretesa di essere il governo legittimo della Cina, sia con la rivendicazione reciproca del territorio. Ma ora la disputa coinvolge il più inaspettato degli attori: la nazione sudamericana del Paraguay, dall’altra parte del mondo. Taipei e Pechino sembrano aver intrapreso una battaglia diplomatica per vedere quale delle due, Asunción sceglierà. Almeno questo è quanto hanno suggerito i ministri degli Esteri di Taiwan e Paraguay, che hanno affermato che Pechino sta usando la pandemia di coronavirus per cercare di rompere la vecchia alleanza tra i due Paesi, cosa che il governo cinese ha negato. Per questa situazione di tensione con la Cina, dal Paraguay si fa notare che il governo uruguaiano, con la sua decisione di andare avanti con un TLC con la Cina, sta intaccando lo spirito fondante del Mercosur.

Rivendichiamo quanto stabilito nei testi istitutivi del Mercosur, come il Trattato di Asunción e il Protocollo di Ouro Preto, dove si stabilisce che le determinazioni devono essere prese per consenso e che i negoziati devono essere condotti alla presenza degli Stati parti” – ha assicurato il viceministro degli Esteri paraguaiano Raúl Cano Ricciardi.

Ma il paese che ha piú della metá del PIL dell’intero continente ed é l’unica potenza mondiale dell‘America Latina, il Brasile…..cosa ne pensa? Il Ministro degli Esteri del Brasile ha dichiarato: “La posizione dell’Uruguay riflette la necessità di una maggiore flessibilità di fronte al ritardo del Mercosur nella formalizzazione degli accordi commerciali”, in parole povere, il Brasile è d’accordo nella realizzazione di un TLC del MERCOSUR con la Cina. Intanto, dopo le dichiarazioni brasiliane, lo stesso Presidente argentino Alberto Fernández ha dichiarato: “Perché non lanciamo insieme l’accordo con la Cina? Perché non lo valutiamo insieme? Questo accordo sarà molto più forte”Il presidente argentino ha fatto riferimento all’accordo commerciale raggiunto tra Mercosur e Singapore, il primo del gruppo con un Paese del sud-est asiatico, con una chiara allusione al percorso intrapreso dall’Uruguay con la Cina“Non lasciamoci illudere dall’idea di cercare soluzioni individuali. Il Mercosur deve vivere ancora per molti anni. Deve vivere per sempre”, ha affermato Fernándezalludendo alla possibilità che l’Uruguay, per fare un accordo da solo, potrebbe abbandonare il blocco.

Ma allora…..questo TLC che sta cominciando tra Uruguay e Cina, é un’occasione o un problema? Nessuno puó mettere in dubbio che un trattato con la prima potenza economica del mondo è un’occasione. Ognuno dei paesi del MERCOSUR ha rapporti economici con la Cina che significa già il primo paese come partner commerciale per tutti loro. Allora….cosa si aspetta per portare avanti, insieme, un TLC con la Cina? 

Dalla sua nascita, il MERCOSUR è stato un blocco estremamente lento nelle decisioni e nell’applicazione delle stesse, aldilá del fatto che ha sempre promossi i principi di Democrazia e Sviluppo Economico come pilastri fondamentali dell’integrazione, promuovendo l’integrazione con un volto umano. In linea con questi principi, sono stati aggiunti diversi accordi su questioni migratorie, lavorative, culturali, sociali, tra molte altre da evidenziare, che sono della massima importanza per i suoi abitanti. Questi accordi, raggiunti con estrema lentezza, hanno significato l’incorporazione delle dimensioni nell’ambito cittadino, sociale e l’integrazione produttiva, per le quali è stato necessario adattare ed espandere il quadro istituzionale del blocco in tutta la regione, soddisfacendo nuove esigenze e approfondendo lapartecipazione della cittadinanza con mezzi diversi da una parte e dall’altrasi doveva dotare il blocco di meccanismi propri di finanziamento e sostegno, come il Fondo di convergenza strutturale del MERCOSUR (FOCEM), tra altri fondi. Di poco son servite le adesioni “non totali” del Venezuela e la Bolivia, dato che le tariffe di interscambio non sono le stesse adottate dai 4 fondatori del MERCOSUR, Brasile, Argentina, Uruguay e Paraguay. 

Ricordiamo che il presidente Tabaré Vázquez lamentavanel 2009 ad Asunción, il lento sviluppo del Mercosur, che colpisce soprattutto i partner più piccoli.” – disse nel suo discorso e annunció che, durante la Presidenza pro tempore che assumeva l’Uruguay, “si farà molto lavoro su aspetti commerciali come l’eliminazione della riscossione della doppia tariffa.”

Erano epoche difficili tra Uruguay e Argentina per la controversia sui ponti limitrofi, per gli impianti della prima grande cartiera costruita in Uruguay, Botnia, poi diventata UPM.

Il FOCEM, attraverso un contributo annuo di oltre 100 milioni di dollari, finanzia progetti che mirano a promuovere la competitività, la coesione sociale e la riduzione delle asimmetrie tra i membri del processo.

Si legge sulla presentazione del FOCEM: “Il FOCEM é il Fondo di convergenza strutturale del MERCOSUR, primo meccanismo di finanziamento solidale dei paesi del MERCOSUR e il suo obiettivo è ridurre le asimmetrie del blocco.” Ma, purtroppo, queste assimetrie continuano adesistere e il MERCOSUR continua a zoppicare, anche se le potenzialità del blocco,nelle aree più diverse, sono enormi. Nel suo territorio di quasi 15 milioni di km² ci sono ricchezze naturali e tesori dell’umanità come acqua, biodiversità, risorse energetiche e terre fertili, senza contare un’altra grande ricchezza  che risiede nella sua gente, grazie a una popolazione di quasi 300 milioni di personecon un patrimonio di diversità culturale, etnica, linguistica e religiosa.

In ogni caso, dobbiamo tenere in conto che un TLC, per essere totalmente attivo, puó impiegarci anni. Bisogna considerare settore per settore e tariffa per tariffa. Esempio: la Cina, prima produttrice di scarpe del mondo, non puó vendere scarpe allo stesso prezzo della Cina, perché distruggerebbe completamente la produzione di scarpe in Uruguay che costano molto di piú!!!

Comunque, siamo sicuri che sará questione di tempo per un TLC della Cina con il MERCOSUR. Il governo uruguaiano ha giá iniziato il processo…..sará questione di aggiungere 3 stati in piú.