Per rispondere all’escalation di violenze, le ultime che hanno insanguinato il quartiere di Ponticelli, ma anche quelle precedenti della faida di camorra a Pianura e delle violenze delle babygang nel centro storico, il prefetto di Napoli pensa di schierare l’Esercito. O almeno di aumentare il presidio di pattuglie di soldati già presenti in città nell’ambito del programma di “Strade sicure”, che ora potrebbero essere dislocate maggiormente nelle periferie. È questo l’esito di un Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica convocato in prefettura dopo le ultime violenze registrate a Napoli Est. Erano presenti i vertici delle forze dell’ordine, il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi con l’assessore alla Legalità Antonio De Jesu (ex questore), e il tenente colonnello dell’Esercito italiano Carlo Passerini.

Proprio a lui il prefetto di Napoli, Claudio Palomba, ha chiesto di valutare un rafforzamento delle pattuglie del programma “Strade sicure” già presenti a Napoli con tun dispiegamento più orientato a coprire le periferie dove sono in corso emergenze criminali. Allo stesso tempo, il Comitato ha deciso di programmare operazioni di “alto impatto” nei quartieri delle faide per aumentare il controllo del territorio e far sentire agli uomini dei clan il fiato sul collo dello Stato. Ma anche di incrementare la presenza di telecamere di videosorveglianza, che negli ultimi anni si sono dimostrate un’arma importante nella lotta al crimine. «Ci saranno due tipi di azione: un’azione di dislocamento diverso delle forze dell’ordine nella città, anche considerando le forze di “strade sicure” quindi dell’Esercito: e un sistema di dislocazione di personale più dinamico rispetto al passato e interventi di alto impatto che toccheranno varie arie della città», ha detto il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi.

Inoltre, allo scopo di imprimere un’accelerazione ai progetti di videosorveglianza in fase di realizzazione, è stata organizzata per il primo agosto una riunione dedicata alla presenza del direttore centrale dei servizi tecnico logistici e della gestione patrimoniale del ministero dell’Interno, del sindaco di Napoli, del soprintendente ai beni architettonici e del paesaggio e delle forze dell’ordine e di tutti gli enti interessati. Per lo stesso giorno è anche previsto un incontro con le associazioni di categoria per acquisire la disponibilità all’erogazione di appositi contributi da parte delle stesse volte ad incrementare il numero dei dispositivi tecnologici di controllo del territorio nelle aree più a rischio del capoluogo. Non solo repressione, però. «Il tema che ci viene chiesto giustamente dai cittadini è quello di migliorare la quotidianità due questo faremo un focus specifico per dare risposte a Ponticelli», ha aggiunto il sindaco. Basteranno queste iniziative a fermare le violenze dei clan di camorra? L’impressione è che la risposta sia blanda, e che servirebbero interventi radicali da Roma.