(foto depositphotos)

di Enrico Pirondini

Estate elettorale: agita i partiti. È una corsa (affannosa) a liste e simboli. Manovre e litigi si sprecano nel teatrino-minestrone. Non è uno spettacolo edificante. Siamo alle solite.

Fervono le strategie per stringere nuove alleanze. Il calendario delle scadenze verso le urne – 25 settembre – incalza gli schieramenti. Una cosa è sicura: lo stop di Letta ai Grillini. Tutto il resto è un cantiere. Ne vedremo delle belle. Con alcune incognite al momento nebbiose. Vediamo.

1) CAMPAGNA ELETTORALE DI QUESTA ESTATE -È la prima volta nella storia della Repubblica che succede. Come reagiranno gli italiani? Tira aria di astensionismo. Gli insulti e il fango, le improvvise giravolte di presunti big del Circus, i nuovi tradimenti, non fanno altro che aumentare la disaffezione per la Politica. Dunque per le urne. Ci aspetta una inedita estate elettorale, comizi nelle località turistiche. Ma chi crede che sotto gli ombrelloni o davanti ad un piatto di gulasch con polenta trentina nel fresco di un rifugio alpino la gente si appassioni ai discorsi di Letta, Calenda, Salvini, Meloni? O che segua i piagnistei del Conte disarcionato e scaricato persino da Zingaretti?

2) FASE STORICA COMPLICATA – Quanto inciderà sulle elezioni? Ci sono parecchie emergenze da affrontare: inflazione, guerra in Ucraina, messa a terra del Pnrr, il contrasto al Covid, l’energia, il caro spesa, lo sconto sui carburanti, il rincaro bollette, l’azzeramento dell’IVA su beni come pasta e pane (allo studio), eccetera. Se il messaggio della propaganda elettorale non va dritto al punto e si perde nei consueti bla bla, assisteremo al “voto di protesta “ inevitabile. Le avvisaglie spuntano già. Sulle urne c’è l’incubo degli indecisi. Gli esperti si sono già pronunciati: non voterà un italiano su tre; astensionisti ed incerti – dicono i sondaggi – al momento sono al 42-45%. I candidati ne terranno conto?

3) LITI DENTRO E FUORI GLI SCHIERAMENTI – Saranno le difficoltà nello stringere nuove alleanze, sarà l’effetto del taglio dei parlamentari (fortemente voluto dal M5S) e l’addio ai seggi blindati, sarà che si vota ancora col Rosatellum, sarà che alcuni “fortini rossi” sono a rischio, gli è che stanno montando liti e contrasti di inedita animosità imbevuta di una rumorosa e scomposta volgarità. Ovunque. E così non va bene.