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di Nadia Boffa

C’è chi si è riunito nelle grandi coalizioni di centro-destra e centro-sinistra. Chi invece ne è stato escluso. Chi sin dall’inizio ha scelto di correre da solo, chi invece cerca alleati. Mancano un mese e venti giorni alle elezioni del 25 settembre e la geografia dei partiti italiani è quanto mai incomprensibile. E c’è ancora tempo per stringere alleanze e presentare le liste con i simboli. Dalle 8 del 12 agosto alle 16 del 14 agosto nella sede del ministero dell’Interno avverrà il deposito dei contrassegni dei partiti o movimenti. La finestra per la presentazione delle liste e candidature si aprirà invece tra le 8 del 20 agosto e le 20 del 21 agosto nelle cancellerie delle Corti di appello. Fatto sta che gli elettori si trovano di fronte ad un panorama di partiti estremamente ricco, estroso e inafferrabile. Forse è utile fornire una geografia dei partiti, partendo da quelli di estrema destra per arrivare a quelli di estrema sinistra, per quanto questa classificazione abbia un senso, possa essere arbitraria, imprecisa, contestabile e soprattutto definitiva. Decliniamo ogni responsabilità per quanto può avvenire fra il momento della pubblicazione dell’articolo e quello della vostra lettura: alleanze che si scindono, che si formano, partiti che cambiano leader, leader che cambiano simbolo eccetera.

Popolo della Famiglia – Erede, diciamo così, della tradizione del Partito Popolare di Don Sturzo, è stato fondato l’11 marzo 2016 da Mario Adinolfi insieme a Gianfranco Amato e Nicola Di Matteo. Sarà in campo col simbolo di Alternativa per l’Italia in alleanza con il partito Exit di Simone Di Stefano, ex leader di Casapound. Sul simbolo, in alto, si legge “No Green Pass”. Adinolfi, accanito antiabortista, è convinto che Alternativa per l’Italia possa arrivare al 25 per cento.

Exit – Creato il 15 febbraio 2022, giorno in cui è entrato in vigore l’obbligo di super green pass sui luoghi di lavoro per gli over 50. Fondato da Simone Di Stefano, ex vicepresidente e cofondatore del movimento di estrema destra CasaPound. Punta a riunire No-vax e no green pass ed è contrario all’uso delle tecnologie digitali nell’Amministrazione pubblica nel timore che serva per controllare i cittadini. Alle elezioni insieme a Popolo della Famiglia con il simbolo Alternativa per l’Italia.

Fratelli d’Italia – Unico partito sempre all’opposizione nella legislatura in corso, oggi è diretto erede del Movimento sociale e accreditato dai sondaggi come primo partito italiano. Alleato con Lega e Forza Italia, oltre ad alcuni gruppi di centro, è il vero grande favorito per andare a occupare Palazzo Chigi con la sua leader, Giorgia Meloni. Il motto è “Dio, Patria e famiglia”

Lega – La Lega per Salvini Premier (LSP), meglio nota semplicemente come Lega, è figlio della Lega bossiana. Un po’ ondivago nella legislatura: al governo con Conte, poi all’opposizione di Conte, poi al governo con Draghi (e Conte), della cui caduta è stato solido artefice. Salvini punta a un complicato ritorno al Viminale.

Forza Italia – Grande protagonista della Seconda repubblica, forza trainante del centrodestra con la Lega autonomista e la destra finiana, ora è relegato ai margini della coalizione dalla fiacchezza dei sondaggi e degli ultimi risultati elettorali. A furia di scissioni, il partito è a corto di leader, tranne il Grande Leader, Silvio Berlusconi, che farà campagna elettorale, ma non sa ancora se si candiderà.

Coraggio Italia – Partito politico guidato dal sindaco di Venezia Luigi Brugnaro, fuoriuscito da Forza Italia. Fa parte della coalizione di centrodestra.

Noi con l’Italia – Partito politico guidato da Maurizio Lupi, storico esponente ciellino, corre col centrodestra. Alle elezioni politiche del 2018 ha ottenuto 1,30% dei voti. Per le prossime elezioni ha annunciato che presenterà la lista e il simbolo insieme al partito di Giovanni Toti “Italia al Centro”, a sostegno della coalizione di centrodestra.

Unione dei Democratici Cristiani e Democratici di Centro – Praticamente quel che resta di Udc e Ccd. L’attuale segretario del partito è Lorenzo Cesa. Alle prossime elezioni correrà con la coalizione di centro-destra.

Italia al centro – È il nuovo soggetto politico – il terzo in meno di tre anni – fondato da un altro ex berlusconiano, il presidente della Liguria, Giovanni Toti, dopo la scissione da Coraggio Italia (che aveva lanciato poco più di un anno fa insieme al sindaco di Venezia Luigi Brugnaro). Da quando si è concretizzata l’alleanza tra Calenda e Letta, Toti ha spinto per entrare nella coalizione di centrodestra: troppo richioso correre da solo. E oggi ha annunciato che vi entrerà. Presenterà una lista e un simbolo insieme a Maurizio Lupi.

Noi Di Centro – Partito di Clemente Mastella, fondato il 25 luglio scorso. Correrà alle prossime elezioni politiche con tutta probabilità da solo, con il proprio simbolo. Nessuna chiusura verso possibili alleanze, di ogni tipo. Ha buoni sondaggi in Campania e in parte in altre regioni del Sud, di cui intende tutelare gli interessi.

Italia Viva – Partito fondato nel 2019 da Matteo Renzi, ex presidente del Consiglio ed ex segretario del Pd. Ha favorito e sostenuto fino alla fine il governo Draghi. Contava di lanciare un terzo polo con Carlo Calenda ma, dopo l’accordo fra Pd, Azione e +Europa, dovrà farlo da solo. Nessuno sembra infatti disposto a mettersi con Renzi, a questo punto lontano dalla soglia di sopravvivenza del tre per cento.

Azione – Partito di orientamento social-liberale nato nel 2019 e guidato da Carlo Calenda. Ha appoggiato sin dall’inizio il governo Draghi e accolto gli ultimi transfughi berlusconiani, Mara Carfagna e Mariastella Gelmini. Ha stretto un vantaggiosissimo patto col Pd, ottendendo fra l’altro la marginalizzazione dei partiti più spiccatamente di sinistra e di qualsiasi altro leader divisivo, come Luigi Di Maio.

+Europa – Partito di orientamento europeista e liberale nato dalla fusione fra i Radicali italiani e il movimento Forza Europa. Già alleato con Azione, entra in coalizione col Pd. L’esponente più celebre è Emma Bonino.

Impegno Civico – Partito nato il 1 agosto dalla fusione fra Insieme per il Futuro di Luigi Di Maio, appena uscito dai Cinque stelle, e il Centro democratico di Bruno Tabacci. Alleato naturale del Pd, è rimasto spiazzato dal patto con Calenda, che esclude Di Maio e altri ex grillini dai collegi uninominali. Di Maio e Tabacci possono al massimo ottenere un paio di posti sicuri, per cui si valuta se andare da soli, col fondato rischio di non ottenere neanche quelli.

Partito Democratico – Difficile aggiungere qualcosa a quanto fin qui scritto , se non che, raggiunto l’accordo a destra con Calenda, il suo leader, Enrico Letta, sta perdendo alleati a sinistra. È l’eterno dilemma di un partito nato dalla fusione fra eredi dei comunismo e eredi del cattolicesimo democratico: guardare al centro e farsi nemici a sinistra, o guardare a sinistra e farsi nemici al centro? Perlomeno i sondaggi lo danno al secondo posto dietro F.lli d’Italia

Articolo Uno – Movimento politico di centro-sinistra nato nel 2017 per scissione dal Pd renziano di Massimo D’Alema, Pierluigi Bersani e Roberto Speranza. Ora di nuovo alleato del Pd derenzizzato, della cui coalizione sarà l’alla sinistra, ha però subito una scissione di militanti contrari a un rassemblement a trazione troppo centrista (vedi voce Pd).

Sinistra italiana – Formazione nata nel febbraio del 2017 dalla confluenza di Sinistra Ecologia e Libertà e Futuro a Sinistra, composta da alcuni fuoriusciti dal Pd guidati da Stefano Fassina. Il segretario è Nicola Fratoianni. Alleato con Europa Verde, nella lista elettorale Alleanza Verdi e Sinistra, con un suo simbolo. Fratoianni ha criticato fortemente il Pd in seguito all’accordo con Azione e +Europa, in particolare per le forti divergenze con Calenda su clima, energia, guerra. Entrerà lo stesso in coalizione? Resterà solo coi Verdi? Resterà coi Verdi attirando altri movimenti di sinistra? Tutto è incerto.

Europa Verde – Partito fondato il 10 luglio 2021 dall’unione fra Federazione dei Verdi ed esponenti dell’associazione ambientalista. Angelo Bonelli insieme ad Eleonora Evi sono i portavoce. Sono alleati per le elezioni con Sinistra Italiana nella lista “Alleanza Verdi e Sinistra”. Il destino di Europa Verde sarà (pensiamo) lo stesso di Sinistra italiana.

Movimento 5 Stelle – Il partito fondato da Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio, escluso dalla coalizione di centrosnistra per aver propiziato la caduta del premier Draghi, dovrebbe correre da solo. Ma il suo leader, Giuseppe Conte, ha detto che non si negherà alleanze, se ne sorgessero di interessanti. Vista come è andata la legislatura (non dovevano allearsi con nessuno, mai e poi mai, poi si sono alleati con chiunque), ogni possibilità sembra aperta. Soprattutto quella del Terzo polo con tutte le forze di sinistra escluse o indisposte alla coalizione di centrosinistra

Unione popolare – È la lista elettorale voluta dall’ex magistrato e sindaco di Napoli, Luigi De Magistris, che raggruppa Rifondazione Comunista e Partito Popolare Italiano. Battezzata sulla falsa riga della francese Nupes – la melenchoniana Nouvelle Union Populaire Écologique et Social – è nata da un ritorno di fiamma fra Prc e Potere al popolo (le due formazioni di estrama sinistra si sono già candidate insieme nel 2018, hanno raccolto poco più dell’uno per cento, poi hanno divorziato) a cui si è aggiunto DeMa, il movimento di De Magistris. Ha come obiettivo quello di costruire un terzo polo, ma molto diverso da quello di Renzi, naturalmente, alleandosi con Fratoianni, Bonelli, I Cinque stelle e magari anche Michele Santoro.

Italia Sovrana e Popolare – Partito fondato lo scorso 1 agosto proprio in vista delle elezioni del 25 settembre. Nato da Marco Rizzo, segretario generale del Partito comunista, insieme a Francesco Toscano, Stefano D’Andrea, Antonio Ingroia, Francesca Donato, Igor Camilli, Antonella D’Angeli e Francesco Nappi, tutti molto diversi fra di loro ma uniti dalla lotta contro Nato, euro e “dittatura sanitaria”. Il loro nemico dichiarato è Mario Draghi.

Italexit – Partito né di destra né di sinistra, tantomeno di centro, formato essenzialmente da ex grillini ortodossi, che intentono portare l’Italia fuori da Ue e Nato. Fondatore e leader è Gianluigi Paragone. Saranno candidati il no green pass Stefano Puzzer e la no vax Alessandra Schilirò. Di tutti i partiti no-vax, è il più accreditato dai sondaggi.