di MATTEO FORCINITI

 

A pochi giorni dalla chiusura del voto all’estero la minaccia dei brogli incombe anche in Uruguay.  Protagonista è il Maie (Movimento Associativo degli Italiani all’Estero) che sui social viene promosso da Aldo Lamorte, ex coordinatore uruguaiano del partito nonché consigliere del Comites e del Cgie oltre che parlamentare supplente in Uruguay.

Spudoratamente, su Facebook e su Instagram il politico alla continua ricerca di una poltrona ha pubblicato un messaggio destinato a far discutere. Lo vediamo sorridente in una foto insieme a un’altra persona all’ingresso della nuova sede della cancelleria consolare di Montevideo dove è solito andare e fare propaganda e raccogliere facile consenso. L’immagine in questione è accompagnata da un breve testo che traduciamo dallo spagnolo con una certa incredulità: “Il Maie presente nella sede consolare scambiando idee con i cittadini italiani che passano a ritirare il plico elettorale”. 

Ma com’è possibile, un partito politico sta facendo campagna elettorale all’interno dell’Ambasciata italiana? Non è una ricostruzione fantasiosa nostra, lo scrive il diretto interessato forse non rendendosi conto della gravità della situazione. Tra l’altro, è bene ricordare che lo stesso soggetto usa i suoi incarichi di rappresentanza distribuiti tra Italia e Uruguay per fare una spudorata campagna elettorale.

La trasparenza e la sicurezza del voto esistono ancora in Uruguay? È stato commesso qualche atto di corruzione all’ingresso della cancelleria consolare? In attesa dei chiarimenti da parte dell’Ambasciata i sospetti sui brogli si fanno sempre più forti.