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...ovvero la mattina del giorno dopo l'annuncio degli eletti nella circoscrizione Estero. La divisione nello spoglio dei voti delle quattro ripartizioni estere per le elezioni del 25 settembre sembra aver funzionato meglio della bolgia infernale di Castelnuovo di Porto. Alcune città, come Bologna, hanno accolto in maniera impeccabile e perfettamente organizzata candidati, rappresentanti di lista e membri dei seggi. Altre, non faremo nomi, erano del tutto impreparate. In particolare, non riusciamo a capire come lo scrutinio dei voti per la ripartizione America Latina non sia stato congelato dalle autorità competenti, in attesa di accertare i reati perpetrati nei massicci brogli, specie in Argentina, dove si è arrivati alla paradossale stampa di migliaia di schede in spagnolo e non si sa chi le abbia autorizzate, se sono state sostituite da quelle ufficiali oppure se si è consentito di farle votare.

Comunque sia, non sappiamo nemmeno se sono state inviate in Italia. Non abbiamo notizia di un loro annullamento prima della spedizione oppure se sono state considerate nulle durante lo spoglio. Non ci meraviglieremmo di scoprire che qualche ipotesi aberrante che abbiamo elencato sia diventata realtà. Cominciamo a temere che il Superiore Ministero, oltre a inviare le solite esortazioni alla "vigilanza" sullo svolgimento delle consultazioni, di fatto non abbia richiamato ai loro doveri, in maniera più cogente, gli ambasciatori e i consoli che non hanno esercitato il concreto controllo necessario. Malgrado tutto questo e il montare delle accuse sull'entità dei brogli commessi, lo spoglio dei voti provenienti da alcuni Paesi non è stato bloccato in attesa di poter garantire la trasparenza delle operazioni elettorali.

In questo contesto, ci appare incomprensibile il comportamento di Sua Eccellenza l'Ambasciatore Iannuzzi, che nulla ha fatto in conseguenza delle denunce, presentate alla Procura della Repubblica, relative alle azioni illegali compiute dal Consigliere CGIE, Vice Presidente del Com.It.Es. di Montevideo e deputato supplente del Parlamento uruguagio, Aldo La Morte, da lui stesso documentate e postate sui social. SE L'Ambasciatore Iannuzzi non ha rilasciato alcuna dichiarazione, non ha fatto un richiamo, non ha chiesto formalmente una sospensione di Aldo La Morte dalle sue cariche, non ha ordinato un accertamento sulla configurazione dei reati commessi. Avrebbe invece dovuto agire subito in base ai compiti che gli affida la legge italiana.

Pochi sanno, infatti, che tra le funzioni degli uffici consolari, ai sensi dell'art. 45, comma 2, del DPR 18/1967, relativo all'Ordinamento dell'amministrazione degli affari esteri: "L'Ufficio consolare esercita, in conformità al diritto internazionale, le altre funzioni ad esso attribuite dall'ordinamento italiano, in particolare in materia [...] giurisdizionale". La funzione giurisdizionale è quella esercitata dallo Stato al fine di garantire "il vigore pratico del diritto", cioè il rispetto e l'applicazione delle leggi. L'Art. 39 dello stesso decreto stabilisce che: "La Missione diplomatica, in mancanza di un Ufficio consolare in loco, esercita anche le funzioni di ufficio consolare". Vale a dire che ove non sia istituito un Consolato, l'Ambasciatore assume anche il ruolo e l'incarico di "questore", con riferimento alle infrazioni delle leggi italiane commesse nella propria circoscrizione.

Ecco perché il totale silenzio di SE l'Ambasciatore Iannuzzi sui reati commessi, e documentati personalmente, dallo stesso Aldo La Morte ci stupisce profondamente e ci preoccupa. Ricordiamoli: Aldo La Morte ha fatto propaganda elettorale al MAIE prima all'interno poi davanti alla nuovissima faraonica Cancelleria consolare, voluta dal grande capo del MAIE, l'ex senatore nonché ex sottosegretario agli esteri Ricardo Merlo. Poi, non ancora soddisfatto, La Morte ha filmato se stesso mentre istruiva il pubblico a votare per il MAIE, non usando la sua scheda elettorale, ma quella di un'altra persona, il cui nome era chiaramente leggibile. La persona in questione ha dichiarato di non aver mai ricevuto il plico per il voto. E allora, come ha potuto La Morte impadronirsi di quel plico? Quanti altri plichi sono entrati in possesso suo o di altri "promotori" del voto al MAIE? Qual è l'entità dei brogli perpetrati da Aldo La Morte e da suoi eventuali manutengoli?

Gente d'Italia ha denunciato i fatti alla Procura della Repubblica, ma a queste gravissime domande non c'è ancora alcuna replica, nonostante la pubblicazione del testo integrale delle denunce. SE l'Ambasciatore Iannuzzi, di fatto anche questore, non ha inteso presentare alcuna dichiarazione né offrire alcun commento e nemmeno ricorrere a un qualsiasi intervento, dovuto da parte sua, in quanto, come dicevamo, gli compete anche l'autorità giurisdizionale. Peggio ancora. A quello di SE l'Ambasciatore Iannuzzi si aggiunge il silenzio assordante della Farnesina, se si eccettuano le poche parole scritte dal Direttore Generale della DGIT, Min. Plen. Luigi Maria Vignali, il quale promette una verifica, relativa però soltanto all'invasione a scopo propagandistico della Cancelleria da parte di Aldo La Morte. Non si sa se tale verifica sia mai stata iniziata e non sia ancora conclusa oppure non abbia mai preso il via, visto che non c'è bisogno di alcun accertamento su fatti documentati dalle immagini che lo stesso imputato di atti contra legem ha reso pubblici nel mondo virtuale, con post diventati virali.

In situazioni di questo genere, la prima e unica donna mai diventata Segretaria Generale nella storia del MAECI, l'Ambasciatrice Elisabetta Belloni, e molti suoi predecessori sarebbero intervenuti immediatamente, sollecitando chiarezza e, ove necessario, ricorrendo alla soluzione rappresentata da un anticipato pensionamento coatto e rapida sostituzione di SE l'Ambasciatore Iannuzzi. Non si ha notizia che l'attuale Segretario generale del Superiore Ministero sia edotto delle suddette questioni e delle relative denunce, dato che non è stato diffuso finora neppure un suo commento né deciso un provvedimento in proposito. Ovviamente, attendiamo comunicazioni.

Nel vuoto che si è creato, ci si chiede infine perché le vecchie leggi istitutive dei Comitati degli Italiani all'Estero (2003) e del Consiglio Generale degli Italiani all'Estero (1989) non sanciscano l'immediata sospensione dalle cariche di coloro che si macchiano di incontrovertibili e documentati atti illegittimi, anche in materia elettorale, quando chi ne è responsabile ha la faccia di bronzo di non farlo spontaneamente, perché è sicuro della propria impunità. Fra le riforme della piramide della rappresentanza si dovrà prevedere anche questo e spingere il nuovo Parlamento a occuparsene rapidamente. 

(Carlo Cattaneo)