di Matteo Forciniti

Ha appena compiuto 15 anni ma in realtà ha una storia molto più lunga che affonda le sue radici nei secoli scorsi: il 23 novembre del 2007 nacque ufficialmente la Società Italiana di Colonia che si propose di raccogliere l'eredità dell'antica società di mutuo soccorso la cui fondazione risale al lontano 1872. Questo quindicesimo anniversario è stato celebrato con un grande festa nei giorni scorsi visto che è stato accompagnato anche dalla prima edizione del "Día del Inmigrante Italiano".

"Intorno al 2005 un gruppo di familiari degli ultimi soci della vecchia società di mutuo soccorso decise di tornare a riunirsi per cercare di far riemergere questa italianità che sembrava scomparsa. Dato che era difficilissimo avere una continuità legale decidemmo di ricominciare tutto da capo con la fondazione, nel 2007, della nuova Società Italiana di Colonia" racconta il vicepresidente Mario Battistoni facendo un bilancio positivo di questo primo periodo: "Fu una grande scommessa ma, a distanza di 15 anni, possiamo dire che ci è andata bene. L'obiettivo è stato realizzato e adesso guardiamo avanti con tanti altri progetti da realizzare. Abbiamo in mente tante idee nuove ma dato che siamo totalmente autofinanziati e non riceviamo aiuti, per potare avanti tutto questo è necessario un grande sacrificio".

Tra le maggiori conquiste ottenute dall'associazione in questi anni c'è stato il riscatto dell'antico panteon che rappresenta indubbiamente un grande valore simbolico per questa collettività. Costruito intorno alla fine dell'ottocento, più recentemente il panteon ha avuto bisogno di una grossa ristrutturazione che è stata completata con un duro e costante lavoro.

Quella di Colonia è una storia ricca di soddisfazione che ha avuto però anche i suoi momenti difficili come riconosce Battistoni: "I due anni di pandemia ci hanno pesantemente condizionato. Ci tenevamo in contatto solo on line e abbiamo perso anche qualche socio più anziano. Insomma, non sapevamo più come potevamo fare per andare avanti ma per fortuna siamo riusciti a riprenderci. Oggi, che continuiamo a cercare di diffondere la cultura italiana, siamo di fronte a un bivio per cercare di ottenere una nostra sede. Stiamo lavorando al riguardo perché avere un posto dove poter ospitare le nostre attività sarebbe un qualcosa di fondamentale". "Un'altra priorità per noi è mantenere i contatti con le altre associazioni italiane dell'interno dell'Uruguay dato che condividiamo condizioni molto simili" sottolinea Battistoni, figlio di un toscano di Lucca che arrivò nel paese negli anni trenta per lavorare la pietra nel villaggio Riachuelo a pochi chilometri dalla città, un settore fondamentale per l'economia della zona in quegli anni.

Ed è stato proprio a partire da un riconoscimento verso gli immigrati italiani che da Colonia è nata la splendida iniziativa che a portato al "Día del Inmigrante Italiano", la legge approvata nel mese di luglio dal Parlamento che è stata celebrata per la prima volta questo 23 novembre. "Noi siamo orgogliosi di essere stati i promotori di questa importante e simbolica proposta. Per un paese come il nostro pieno di italianità avere una giornata simbolica di omaggio agli italiani era assolutamente doverosa. Personalmente, io mi ricordo di mio padre ma sono convito che tanti altri possano dire la stessa cosa per i propri genitori o propri nonni". "Questa idea" -ricorda l'ex presidente- "nacque tra il 2014 e il 2015 proprio perché volevamo celebrare questi immigrati che decisero di venire a vivere qui disponendo solo delle loro mani per offrire un futuro migliore ai loro figli. Pubblicammo una prima bozza del progetto sulla nostra rivista e la mandammo poi a tutti i parlamentari, tra questi ci fu uno che decise di presentarlo. Dopo un lungo iter legislativo si è riusciti finalmente ad approvare la legge. Questa prima festa per noi è stata molto emozionante, abbiamo ricevuto tantissimi saluti da più parti. Per molti la giornata è stata anche l'occasione di condividere con noi i ricordi delle storie familiari legate all'Italia. Aver ottenuto questa conquista ci riempie di soddisfazione e ci spinge ad andare avanti nel nostro lavoro".

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