Serata di Bingo in una foto di repertorio

Di Matteo Forciniti

Si sta facendo sempre più difficile fare assistenza oggi in Uruguay dove le ferite lasciate dal periodo del Covid continuano ancora a farsi sentire. Il problema però sembra molto più grande e chiama in causa l'intera collettività, i rapporti tra le istituzioni e il processo di grande crisi che sta colpendo da tempo l'intero mondo italiano: è questa la visione che trasmette Leopoldo Faviere, il presidente dell'Aiuda (Associazione Italiana in Uruguay di Assistenza).

 

"La situazione è difficile, i soldi sono pochi e le spese sono troppe" ammette subito Faviere con tutta la sincerità che lo contraddistingue. Insieme al Coasit (Comitato di Assistenza per gli Italiani), l'Aiuda oggi assiste un centinaio di connazionali in difficoltà economiche grazie al finanziamento che arriva dallo Stato italiano. Si tratta di persone anziane che non riescono a ottenere una pensione oppure non riescono a sostenersi autonomamente. Il sostegno economico serve per coprire necessità alimentari ma anche le diverse spese sanitarie come visite, medicinali, occhiali, apparecchi acustici, forniture ortopediche eccetera.

Un grosso peso, nell'attività dell'Aiuda, è data dal mantenimento della Casa degli Italiani, la tradizionale sede italiana a Montevideo: "La nostra è una casa molto costosa da mantenere, le tasse che dobbiamo pagare sono alte e gli ingressi pochi. A volte, per l'esigenza di fare cassa, la affittiamo per alcuni eventi privati ma dobbiamo sempre avere estrema cautela in questo dato che abbiamo l'obbligo di dare priorità alla nostra collettività e poi c'è anche un'etica da mantenere, non possiamo affittarla a chiunque. Dobbiamo fare eventi per autofinanziarci come peraltro auspica il governo italiano ma a dire il vero facciamo molto poco rispetto a quanto andrebbe fatto. Abbiamo tanti progetti, speriamo di poterli realizzare". "Un altro problema alla Casa degli Italiani lo abbiamo con il Comites" aggiunge il presidente dell'Aiuda riferendosi a una questione che si trascina da tanti anni e che già in passato ha creato diverse polemiche. Per poter utilizzare gli spazi dell'immobile il Comites versa all'Aiuda un affitto che attualmente ammonta a 5.500 dollari all'anno pagati con una parte del finanziamento che viene inviato ogni anno dall'Italia per il funzionamento di questo organismo. "In questo 2022 non abbiamo ancora ricevuto l'affitto che ci spetta. Un po' di tempo fa alcuni membri del Comites ci hanno detto che ci potevano pagare soltanto  4mila dollari ma noi abbiamo insistito per farci pagare interamente la quota. Io capisco che i soldi qui scarseggiano per tutti ma a noi le bollette da pagare continuano ad arrivare lo stesso. La mia impressione è che manca una collaborazione tra le istituzioni italiane e non riguarda solo il Comites, è un problema generale che abbiamo in Uruguay" afferma amaramente Faviere, calabrese di origine ma con una visione sempre unitaria.

"Quando mi hanno chiesto di presentarmi come presidente di Aiuda lo scorso anno" -ricorda- "ho accettato solo con l'obiettivo di riunire tutte le istituzioni italiane, associazioni, patronati, Comites, e superare le differenze. Eppure questo compito continua ad essere estremamente difficile. La realtà dei fatti è che la generazione degli italiani che lavoravano instancabilmente per la collettività non c'è più. Personaggi come Costanzelli, Pizzuti erano lavoratori instancabili, la loro assenza pesa dato che nessuno ha potuto sostituirli. Ormai si è perso l'amore per l'Italia e il Comites forse è il caso più evidente. Vedendo che i nostri rappresentanti non partecipano mai agli eventi benefici che facciamo mi viene un dubbio: queste persone hanno a cuore i bisogni dei connazionali o vanno alla ricerca solo della poltrona? Personalmente su tutto quello che ho fatto non ci ho mai guadagnato niente". "La più grande soddisfazione" -conclude- "oggi rimane quella di aiutare gli anziani, le persone più bisognose e a cui dovremmo dedicare tutti maggiore attenzione".

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