Ora c'è anche l'Alfa Romeo «Giulietta». A trovare la vettura, stamane in un box a Campobello sotto al «terzo covo» di Matteo Messina Denaro, è stata la Polizia. Perquisizioni sono in corso. Nell'indagine che ha portato a individuare l'appartamento dell'oramai ex superlatitante quest'auto è importante. Giorni addietro gli investigatori dell'Arma sono arrivati al covo proprio attraverso le chiavi della vettura contenute nel borsello che Messina Denaro aveva con sé.

Quella chiave ha un codice, dal quale si è risaliti alla targa dell'Alfa, e inserendo numeri e lettere nel sistema informatico di sicurezza urbana collegato con le telecamere che presidiano il territorio, si è risaliti ai movimenti della macchina. Che hanno portato i carabinieri all'indirizzo dove viveva il boss. Permettendo di trovare immagini di lui che sale o scende dall'auto, trasporta le buste della spesa.

Comportamenti normalissimi che poco si addicono a un capomafia divenuto il ricercato numero 1 per tutte le forze dell'ordine italiane; come pure i selfie scattati in clinica, durante le sedute terapeutiche, con infermieri o altri pazienti. Una «visibilissima invisibilità» che lascia perplessi inquirenti e investigatori, e che però potrebbe corrispondere a una precisa strategia: apparire come se non ci fosse niente da nascondere, per evitare di attirare l'attenzione.

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