Giorgia Meloni (foto Depositphotos)

Prima in Svezia, poi in Germania. E' partito, oggi, venerdì 3 febbraio, il mini tour europeo di Giorgia Meloni, seguito alla visita del presidente del Consiglio Ue Charles Michel a Roma, nei giorni scorsi. La premier è giunta a Stoccolma, in mattinata, dove è stata accolta dal capo dell'esecutivo svedese Ulf Kristersson. Sul tavolo: competitività e migrazione. Proprio su quest'ultimo Kristersson ha dichiarato che farà avanzare i lavori per promuovere una nuova intesa sui migranti, la redistribuzione e la gestione dei confini. Nel pomeriggio, la presidente del Consiglio è volata a Berlino per il bilaterale con il cancelliere Olaf Scholz. Anche con il leader del governo tedesco la premier ha discusso di migrazione, ma ha toccato anche temi all'ordine del giorno come la guerra in Ucraina, il tasto caldo degli aiuti di stato e il tipo di risposta europea da fornire ai sussidi dell'Inflation Reduction Act americano. Le due tappe del tour europeo della leader di FdI non sono state scelte a caso. Svezia e Germania, infatti, rappresentano due delle nazioni chiave con le quali interloquire in questa delicata fase delle politiche continentali. E la missione di Meloni, come ha scritto Il Giornale.it, appare di spiccata "vocazione europeista". Di fronte all'austera Germania e alla Svezia patria del modello nordico infatti, è stata proprio la Meloni a promuovere le istanze più "europeiste".