Giorgia Meloni (foto Depositphotos)

di RICCARDO GALLI

Argomento lanciato a disdoro della Meloni che si ingegna a trattare, mercanteggiare con quello che oggi è il capo in testa della Tunisia, l’argomento è che non si tratta, non ci si mescola con i dittatori. Ai dittatori non si dà confidenza, tanto meno si chiede di dare una mano, men che mai si dà loro una mano. Non c’è migrazione o sviluppo che tenga di fronte all’imperativo assoluto del neanche un caffè con i dittatori. Ampio, anche se monotono nella sua composizione, è il fronte che lancia questo argomento a disdoro della Meloni che prova a trattare con Tunisi, col qui e oggi di Tunisi.

Bene, con Tunisi no perché lì non c’è democrazia. Invece il Nord e il Centro Africa e il Medio Oriente sono piene di democrazie: infatti la Libia, l’Egitto, l’Arabia Saudita, l’Etiopia, il Qatar, il Ciad, il Mali, la Somalia, il Burkina Faso, la Siria, l’Iraq, l’Iran…Sono tutte e tutti paesi retti da regimi più o meno diversamente dittatoriali e anche Turchia e Marocco e Algeria non è che siano democrazie a tutto titolo e pratica. Occorre farsene una ragione o almeno fare pace con i propri inderogabili principi: se con le dittature neanche un caffè mai, allora dal Nord e Centro Africa al Medio Oriente si va al bar da soli.