di ANDREA PIANA E SAUSAN KHALIL

ROMA – “Serve una grande e definitiva pace fiscale per liberare milioni di italiani ostaggio da troppi anni del fisco e dell’Agenzia delle Entrate”, così sabato scorso Salvini ha rilanciato un argomento a lui caro: quello della pace fiscale. Da Cagliari, poi, ieri il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti , ha rincarato la dose: “Pace fiscale? Ci sono 15 milioni di italiani che hanno fatto la dichiarazione dei redditi, ma hanno un conto aperto con l’Agenzia delle entrate. Non posso pensare che un terzo degli italiani, tolti i minorenni, siano delinquenti. Sono semplicemente persone che hanno avuto un problema, non ce l’hanno fatta a pagare tutto quello che dovevano e dovrebbero essere aiutati, non condannati”. E ancora: “Quindi una pace fiscale per coloro che hanno fatto le dichiarazioni, ma non sono riusciti a versare tutto, è un vantaggio per lo Stato che può incassare una marea di miliardi da utilizzare per stipendi e pensioni– ha sottolineato Salvini- e significa una liberazione per 15 milioni di persone”. Il ministro però, ha precisato che il discorso non riguarda gli evasori totali “che magari questa estate vengono in vacanza in Sardegna o Sicilia: quelli, per quel che mi riguarda, devono andare in galera. Ma se uno ha un arretrato di 15-20.000 euro che negli anni può triplicare, va aiutato: non possiamo continuare ad avere milioni di italiani di serie B”.

RUFFINI: CONTRASTARE L’EVASIONE NON VUOL DIRE PERSEGUITARE QUALCUNO

Parole poco gradite, quelle di Salvini, dalle opposizioni e dal direttore dell’Agenzia delle Entrate Ruffini, che pur non citando il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, in occasione dell’evento ‘Facciamo semplice l’Italia’, ha ricordato come “il contrasto all’evasione non è volontà di perseguitare qualcuno. L’Agenzia è una amministrazione dello Stato, non un’entità belligerante” spiegando inoltre che si tratta di “un fatto di giustizia nei confronti di tutti coloro che le tasse, anno dopo anno, le pagano, e le hanno pagate, sempre fino all’ultimo centesimo, anche a costo di sacrifici e nonostante l’innegabile elevata pressione fiscale”. Ruffini ha anche sottolineato che il 2022 è stato un anno record grazie al recupero di 20 miliardi di evasione, di cui ha beneficiato anche lo Stato.

FISCO. SALVINI: QUELLO EQUO E AMICO È IN PROGRAMMA ELETTORALE

Sull’argomento pace fiscale oggi dalla Sardegna, Salvini ha ricordato che si tratta di un punto contenuto nel programma elettorale e che i cittadini hanno voluto premiare: “Un fisco equo e amico è un obiettivo dichiarato del programma elettorale del centrodestra, tanto da essere citato esplicitamente al punto 4 delle proposte su cui gli elettori ci hanno premiato. Dobbiamo agire con buonsenso, aiutando milioni di italiani che hanno dichiarato i propri redditi ma che non sono riusciti a pagare le tasse o che non ce l’hanno fatta a tornare a lavorare. Così consentiremo anche allo Stato di incassare soldi che altrimenti non avrebbe mai. Quindi andremo fino in fondo“. Il ministro ha incontrato i cronisti dopo una visita nel Palazzo di via Rioma, dove ha avuto un confronto anche con il sindaco di Cagliari, Paolo Truzzu. “Io parlo a nome di milioni di italiani che hanno fatto la dichiarazione dei redditi, e poi, per i problemi che ci sono stati- pensiamo al Covid e alla guerra- non sono riusciti a pagare gli euro dovuti- specifica Salvini- quindi, piuttosto che tenerli come ‘fantasmi’ in ostaggio, chiediamo loro una parte del dovuto. Lo Stato incassa e liberiamo questi milioni di cittadini. Poi, per gli evasori totali che non hanno mai fatto una dichiarazione dei redditi, il posto è la galera. Come attuare in concreto la pace fiscale? Con il saldo e stralcio, lo abbiamo già fatto con il governo Conte. Hai un arretrato di 10.000 euro perché hai fatto la dichiarazione dei redditi ma poi hai avuto una malattia, un infortunio sul lavoro, un divorzio? Ti chiedo una parte di quello che mi devi, io incasso, e tu torni a lavorare e a pagare le tasse”. Lo Stato italiano, ricorda il ministro, “attende di riscuotere circa 1.000 miliardi di euro da anni: o faccio finta di niente e metto a bilancio una cifra che non vedrò mai, oppure ne chiedo una parte, e questi soggetti tornano a lavorare e a pagare le tasse”.